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Copertina di Album Cover Album — Roger Dean and Storm Thorgerson
Copertina tramite Open Library · ISBN 9780061626951
La sala di lettura · Libro 079

Album Cover Album

Roger Dean and Storm Thorgerson

Un grande volume illustrato dell’epoca in cui una copertina di disco era quasi grande quanto il tavolino

Prima pubblicazione1977
EditoreDragon's World / A&W Visual Library
Edizione selezionataISBN 9780061626951
Dragon's World / A&W Visual LibraryRoger DeanStorm ThorgersonHipgnosis

Un grande volume illustrato dell’epoca in cui una copertina di disco era quasi grande quanto il tavolino

Il titolo Album Cover Album è quasi comicamente letterale, cosa perfetta per un progetto nel quale l’abbondanza visiva costituisce l’argomento. Roger Dean e Storm Thorgerson assemblarono il volume originale del 1977 al culmine dell’importanza della copertina LP come mezzo d’arte popolare, presentando centinaia di cover in un design di grande formato con relativamente poco commento rispetto alle immagini. Una recensione contemporanea di Melody Maker osservò che soltanto una piccola parte delle 160 pagine era dedicata al testo e descrisse il libro come qualcosa di molto vicino al perfetto coffee-table object rock. Lo squilibrio era intenzionale. Le copertine dovevano parlare attraverso giustapposizione, scala e varietà visiva.

Il progetto ebbe abbastanza successo da generare volumi successivi, e nel 2008 Dean e Thorgerson tornarono al concetto originale con una grande riedizione. L’edizione successiva mantiene l’enfasi visiva e il grande formato aggiungendo nuovo materiale introduttivo e tipografia aggiornata, rendendola la raccomandazione RetroForge logica per i lettori normali che vogliono l’antologia classica senza dover cercare un fragile originale del 1977.

Dodici pollici crearono una vera piattaforma di design

La copertina LP offriva circa dodici pollici quadrati di superficie su cui lavorare, con fronte, retro, inner sleeve e talvolta gatefold disponibili per estendere il sistema visivo. Tipografia, fotografia, illustrazione e packaging potevano interagire con la musica prima che l’ascoltatore sentisse una nota, mentre l’oggetto rimaneva fisicamente presente durante la riproduzione. Una copertina poteva stare in vetrina, occupare il pavimento di una camera o essere studiata ripetutamente mentre il disco girava.

I formati successivi cambiarono drasticamente questo rapporto. I CD ridussero il canvas disponibile; lo streaming spesso riduce l’artwork alla scala di un’icona su uno schermo. La storia tecnologica aiuta a spiegare perché la cultura delle copertine degli anni Sessanta e Settanta sviluppò una ricchezza fisica tanto grande. Album Cover Album rispetta il mezzo originale riproducendo le copertine in dimensioni abbastanza generose da mantenere significative le differenze visive, invece di ridurle a un catalogo di francobolli.

Dean e Thorgerson sono curatori ideali anche perché le loro estetiche sono molto diverse

Roger Dean e Storm Thorgerson rappresentano due dei linguaggi visivi più distintivi del rock classico. Dean è associato a illustrazione, paesaggi impossibili, architettura organica e tipografia inseparabile dagli Yes; Thorgerson, attraverso Hipgnosis, divenne famoso per concetti fotografici, battute visive surreali e copertine fortemente associate ai Pink Floyd. Il contrasto amplia automaticamente l’antologia.

Una storia assemblata da un solo designer rischia di diventare la celebrazione di una sola filosofia visiva. Dean e Thorgerson tirano in direzioni diverse, permettendo a jazz, psichedelia, fotografia, illustrazione, tipografia, grafica commerciale e copertine oscure di condividere lo spazio. Gli esempi celebri contano, ma i dischi poco conosciuti sono altrettanto utili perché mostrano che il design inventivo non era monopolio degli album canonici. La storia visiva diventa più grande del canone musicale.

Blue Note ricorda ai lettori rock che il design sofisticato delle copertine non cominciò nel 1967

Qualsiasi storia seria dell’album art deve spingersi indietro prima del rock psichedelico. Blue Note Records aveva già creato una straordinaria cultura progettuale attraverso fotografia, tipografia e il lavoro di designer come Reid Miles. La coerenza visiva dell’etichetta divenne quasi riconoscibile quanto la sua identità registrata.

La recensione contemporanea di Melody Maker di Album Cover Album criticò l’antologia originale perché offriva troppo poca spiegazione storica attorno al design jazz degli anni Cinquanta pur riproducendone esempi. Rimane un limite utile da riconoscere. Un’antologia visiva può rivelare brillantezza senza spiegarne pienamente la genealogia. Le pagine editoriali circostanti di RetroForge possono contribuire a fornire quel contesto, chiarendo che la copertina LP era già un mezzo sofisticato di graphic design prima che il rock iniziasse a rivendicarla come prova della serietà dell’era dell’album.

La psichedelia trasforma la copertina in un altro ambiente alterato

La fine degli anni Sessanta amplia radicalmente il linguaggio visivo disponibile. Collage, fotografia manipolata, lettering denso, illustrazione e codici controculturali permettono alla copertina di diventare in parte poster, in parte rompicapo e in parte promessa dell’esperienza contenuta all’interno. Una cover non deve più necessariamente mostrare un ritratto chiaro e un titolo leggibile per funzionare commercialmente. Il mistero può diventare desiderabile.

Questa libertà crea le condizioni nelle quali Hipgnosis e Roger Dean prospereranno in seguito. Il design psichedelico dimostra che il packaging può estendere il mondo immaginativo della musica anziché limitarsi a identificare il prodotto. L’ascoltatore viene invitato a decodificare l’oggetto, e i designer acquisiscono un livello di autorialità che rende i loro nomi degni di essere seguiti indipendentemente dalle band per cui lavorano.

Hipgnosis trasforma il progetto grafico degli album in arte concettuale

Hipgnosis di Storm Thorgerson e Aubrey Powell creò alcune delle identità visive più famose del rock, specialmente per Pink Floyd, ma il loro catalogo va molto oltre il piccolo gruppo di cover diventate icone universali. Il metodo di lavoro iniziava spesso da un concetto anziché da una fotografia dei musicisti, consentendo alla copertina di costruire un mondo visivo autonomo legato alla musica attraverso un’idea invece che tramite ritratto letterale.

Questo si adattava particolarmente bene all’album-oriented rock. Se l’LP stesso veniva trattato come una dichiarazione artistica coerente, la copertina poteva comportarsi come un’altra componente di quella coerenza. La band non doveva più apparire sul fronte. Un’immagine concettuale poteva diventare il volto pubblico riconoscibile del disco, talvolta più stabilmente di qualsiasi fotografia promozionale.

Roger Dean fa sembrare la copertina un portale verso un’altra geografia

Il lavoro di Dean per Yes offre un altro modello nel quale terre galleggianti, strutture organiche, loghi e paesaggi impossibili creano gradualmente un universo visivo riconoscibile. Le copertine non formano una singola storia letterale, ma fanno sembrare diversi album collocati in territori connessi. È branding a un livello molto più profondo della semplice ripetizione di un logo.

L’ascoltatore può riconoscere la band dal linguaggio visivo prima di leggere il nome, e la collaborazione ripetuta permette alle immagini di diventare parte dell’identità culturale del gruppo. Album Cover Album è storicamente importante anche perché uno dei suoi curatori aveva personalmente dimostrato quanto potente potesse diventare un rapporto continuativo fra designer e band.

Il fatto che il libro sia diventato una serie dimostra che le copertine avevano acquisito un pubblico proprio

Volumi successivi di Album Cover Album apparvero negli anni seguenti, dimostrando che le persone erano disposte ad acquistare libri sulle copertine dei dischi indipendentemente dal possedere ogni album riprodotto. Il design stesso era diventato materia da collezione. Ciò che un tempo era effimera grafica commerciale veniva canonizzato mentre l’era dell’LP era ancora attiva.

Questo è storicamente importante perché le generazioni successive trattano l’album art come un campo di studio ovvio. La serie nacque in un momento in cui quello status era ancora in via di definizione. Il libro originale funziona quindi sia come antologia sia come artefatto: conserva storia visiva mentre partecipa al processo attraverso cui il design delle copertine discografiche venne riconosciuto come tema degno di una propria tradizione editoriale.

La riedizione del 2008 conserva il progetto classico senza fingere di aggiornarlo all’era streaming

L’edizione del 2008 resta una forte raccomandazione perché mantiene accessibile il concetto originale di grande formato da 160 pagine, riproducendo più di seicento copertine e aggiungendo nuovo materiale introduttivo. I record Google Books includono nuovo framing da figure come Peter Gabriel e contributi aggiornati associati ai curatori, insieme a tipografia rinnovata.

Il punto cruciale è ciò che la riedizione non tenta di fare. Non è un seguito che porta la storia delle copertine attraverso CD, download digitali e streaming. È una presentazione aggiornata del progetto classico e della sua enfasi storica originaria. Chi cerca design contemporaneo dell’era digitale ha bisogno di un’altra fonte; chi vuole il periodo d’oro della copertina LP ottiene esattamente l’oggetto per cui è venuto.

L’abbondanza visiva crea un importante confine di copyright

Il libro riproduce centinaia di copertine di album protette da copyright, e il fatto che RetroForge discuta o colleghi in affiliazione il volume non concede una licenza per copiare quelle riproduzioni sul sito. Una fotografia di un venditore AbeBooks che mostra una doppia pagina interna non cambia nulla. La pagina Reading Room dovrebbe usare una copertina autorizzata del prodotto e descrivere la ricchezza visiva dell’antologia invece di trattarla come repository di immagini.

La distinzione conta soprattutto perché la tentazione è forte. Il libro contiene esattamente il tipo di immagini che renderebbe spettacolare una pagina. La moderazione editoriale fa parte della qualità di pubblicazione. La scelta progettuale più sicura e onesta è lasciare che la ricchezza visiva sia una ragione per aprire il libro stesso.

Cosa fa particolarmente bene

Volume e giustapposizione sono i risultati centrali. Centinaia di copertine rendono possibili confronti visivi che la sola prosa non può offrire, e il grande formato conserva una scala sufficiente perché tipografia, fotografia e illustrazione restino leggibili come design. Dean e Thorgerson portano un’autorità editoriale storicamente pertinente, mentre cover oscure sfidano ripetutamente l’idea che soltanto i dischi famosi ricevessero un trattamento visivo eccezionale.

L’edizione del 2008 mantiene inoltre il progetto concretamente accessibile, permettendo al lettore di sperimentare l’antologia senza trasformare un raro oggetto del 1977 nel prezzo d’ingresso. Per RetroForge è il grande gateway sull’album art prima di monografie più mirate su Hipgnosis o Roger Dean.

Limiti

L’analisi storica testuale resta relativamente leggera, e il centro cronologico si ferma nell’epoca classica dell’LP. Designer e tradizioni visive possono ricevere un trattamento diseguale, mentre i lettori moderni potrebbero desiderare crediti, informazioni produttive e contesto più completi attorno alle singole copertine di quanto l’antologia offra. Anche la disponibilità della riedizione può fluttuare.

Questi limiti sono intrinseci alla forma dell’antologia visiva. Album Cover Album non cerca di diventare una storia narrativa accademica. La sua forza consiste nel permettere a un vasto corpo di graphic design di esistere contemporaneamente davanti al lettore.

Chi dovrebbe leggerlo?

Chiunque sia interessato al vinile come mezzo visivo, designer di copertine, fotografi, lettori di progressive rock, fan dei Pink Floyd, fan degli Yes ed editor RetroForge interessati alla storia che circonda l’audio dovrebbero trovare una forte ragione per aprirlo. È il perfetto precursore generale ai titoli specialistici su Hipgnosis, Storm Thorgerson o Roger Dean perché stabilisce prima quanto vasto fosse davvero il campo del design.

Nota sull’edizione

Originale 1977: Dragon's World / A&W Visual Library, 160 pagine.

Riedizione 2008: edizioni Harper/Collins/Ilex, 160 pagine, oltre 600 copertine, nuovo materiale introduttivo e design aggiornato.

Preferire l’edizione del 2008 per la lettura ordinaria.

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Raccomandazione predefinita: riedizione del 2008. Usare AbeBooks per gli originali del 1977 e le successive copie da collezione.

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