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Copertina di Guitar: An American Life — Tim Brookes
Copertina tramite Open Library · ISBN 9780802142580
La sala di lettura · Libro 078

Guitar: An American Life

Tim Brookes

Una chitarra rotta trasforma un musicista in uno storico per caso

Prima pubblicazione2005
EditoreGrove Press
Edizione selezionataISBN 9780802142580
352 pagine, ISBN 9780802117960LiuteriaChitarra acusticaChitarre Martin

Una chitarra rotta trasforma un musicista in uno storico per caso

Guitar: An American Life di Tim Brookes non comincia con un inventore, un musicista famoso o una registrazione fondamentale, ma con un bagaglio danneggiato. Dopo un volo, Brookes apre la custodia e scopre che la chitarra che suona da oltre vent’anni è stata gravemente danneggiata. La moglie gli propone di sostituirla con la chitarra dei suoi sogni, un’idea generosa che produce immediatamente una domanda più difficile: che cosa rende davvero una chitarra lo strumento dei sogni, e perché un semplice oggetto di legno può portare un peso emotivo così grande?

La ricerca conduce infine al liutaio del Vermont Rick Davis, che accetta di costruire una chitarra acustica su misura. Brookes alterna la storia di questa costruzione con una storia selettiva dello strumento nella cultura americana, permettendo a legno, artigianato, blues, Hawaiian steel, produttori, politica e attaccamento personale di convivere nello stesso racconto. Pubblicato da Grove Press nel 2005, il risultato è deliberatamente più quieto dei libri sul gear delle band che lo circondano. Si interessa meno ai numeri di serie che alle ragioni per cui le persone tengono agli oggetti che quei numeri identificano.

La costruzione su misura fornisce un orologio fisico all’intero libro

Osservare Davis mentre costruisce lo strumento conferisce alla storia di Brookes una struttura tangibile. Il legno viene selezionato, tagliato, incatenato, sagomato, unito, rifinito e regolato, permettendo al lettore di vedere una chitarra emergere dalla materia invece che da una fotografia di catalogo. Il processo è particolarmente rivelatore accanto alle storie industriali della chitarra elettrica perché la costruzione acustica rende insolitamente visibile il sottile giudizio fisico.

Una chitarra può seguire un progetto noto e dipendere comunque da migliaia di piccole decisioni riguardanti legno, spessore, sagomatura delle catene e sensazione al tatto. La fascinazione di Brookes per queste scelte impedisce alla liuteria di diventare misticismo romantico. L’artigianato è lavoro fisico sostenuto da giudizio accumulato. Lo strumento su misura diventa un contrappeso narrativo alla produzione di massa senza costringere il libro a dichiarare le chitarre fatte a mano intrinsecamente più autentiche di quelle di fabbrica.

La vita americana della chitarra comincia con uno strumento che non è americano

Il sottotitolo non sostiene che l’America abbia inventato la chitarra. Brookes si interessa a ciò che accadde quando uno strumento con origini europee e globali molto più antiche cambiò ripetutamente identità nella cultura americana. Chitarra da salotto, compagna folk, strumento blues, Hawaiian slide guitar, attrezzo jazz, oggetto da cowboy, simbolo di protesta e arma rock appartengono tutti alla stessa lunga trasformazione.

Questa adattabilità può essere la chiave dello straordinario potere simbolico della chitarra. L’America non creò l’oggetto di base, ma culture musicali americane successive reinventarono continuamente ciò che l’oggetto significava. L’approccio tematico di Brookes è particolarmente efficace nel mostrare che una sola famiglia di strumenti può muoversi fra mondi sociali diversi senza che un genere ne possieda permanentemente l’identità.

L’Hawaiian steel è una delle vie nascoste verso l’elettrificazione

Joseph Kekuku e lo sviluppo della tecnica Hawaiian steel guitar costituiscono uno dei percorsi storici meno ovvi ma cruciali. Far scorrere una barra d’acciaio sulle corde produceva il timbro cantabile che divenne enormemente popolare sul continente, alimentando country, lap steel, pedal steel e infine il primo mercato delle chitarre amplificate.

Questo conta perché la storia della chitarra viene spesso raccontata come se l’elettricità arrivasse soltanto attraverso blues e rock. Anche la musica hawaiana creò una forte domanda pratica di maggiore volume, e le prime lap steel Rickenbacker appartengono direttamente a quella genealogia. La disponibilità di Brookes a seguire questa strada rende la storia culturalmente e tecnicamente più completa, dimostrando inoltre come uno strumento possa migrare dalla musica regionale all’innovazione manifatturiera.

Il blues mostra perché la portabilità conta

La portabilità della chitarra la rese particolarmente utile a musicisti che avevano bisogno di un solo oggetto capace di sostenere un’intera performance. Nel blues, voce e chitarra potevano funzionare come un mondo musicale completo, con lo strumento incaricato di ritmo, accompagnamento e dettaglio melodico indipendente. Robert Johnson compare naturalmente nella mitologia, ma l’interesse più ampio di Brookes riguarda il ruolo dello strumento piuttosto che una singola figura canonica.

Questo metodo tematico è contemporaneamente forza e limite. Il libro non è una storia completa del blues e non tenta di diventarlo. Chiede invece perché la chitarra si leghi ripetutamente a cantanti, performer itineranti e musicisti che lavorano senza un grande ensemble. La portabilità diventa culturale oltre che fisica. Uno strumento che viaggia facilmente può muoversi fra comunità, contesti performativi e identità personali con una libertà insolita.

Martin e la standardizzazione della chitarra acustica americana

Lo sviluppo di C. F. Martin è centrale nella storia delle acustiche americane con corde d’acciaio, soprattutto attraverso cambiamenti nelle dimensioni del corpo, nella catenatura, nella costruzione e nell’ascesa della dreadnought. Design nati come soluzioni a volume, robustezza e preferenze musicali ebbero tanto successo che i musicisti successivi smisero di vederli come scelte storiche e cominciarono a trattarli come la forma naturale di una chitarra acustica.

È un’altra delle idee ricorrenti più forti di Brookes: la normalità nasconde decisioni. Ogni caratteristica apparentemente ovvia ha dovuto un tempo essere inventata, testata e accettata dagli utenti. Il racconto della costruzione su misura rafforza il punto perché il lettore vede una chitarra prendere forma attraverso scelte deliberate, mentre i capitoli storici rivelano come scelte precedenti siano diventate standard industriali.

La politica trasforma un oggetto musicale in un cartello portatile

La celebre scritta di Woody Guthrie “This Machine Kills Fascists” offre uno degli esempi più chiari della chitarra che diventa immagine politica oltre che strumento. I musicisti folk portarono chitarre dentro contesti sindacali, per i diritti civili e contro la guerra, mentre la successiva cultura rock ereditò l’idea più ampia che una chitarra potesse simboleggiare resistenza anche quando la politica specifica cambiava completamente.

I significati dello strumento sono contraddittori. Può rappresentare lavoratori, libertà individuale, sessualità adolescenziale, pubblicità commerciale, patriottismo o ribellione anti-establishment. Brookes non ha bisogno di riconciliare questi usi perché la contraddizione è esattamente ciò che rende la chitarra culturalmente resistente. Sei corde offrono una superficie insolitamente efficace sulla quale proiettare Americhe differenti.

Il rapporto del corpo con lo strumento diventa parte della mitologia

Il design fisico della chitarra la rende insolitamente adatta al simbolismo scenico. Pende sul torso, si muove con il musicista e permette gesti performativi che possono apparire intimi, aggressivi o sessuali a seconda del contesto. La cultura rock amplificò queste associazioni fino a rendere la chitarra quasi inseparabile dai codici visivi di giovinezza, mascolinità, ribellione e desiderio.

Brookes affronta questo simbolismo come parte della vita culturale dello strumento anziché come battuta sulle pose chitarristiche. Il design conta perché alcuni oggetti interagiscono col corpo in modo più teatrale di altri. La chitarra può essere indossata, afferrata, piegata, sollevata, distrutta o bruciata. Le possibilità visive aiutano a spiegare perché sia diventata un’immagine così dominante nella musica popolare del Novecento.

Hendrix che brucia una chitarra funziona perché l’oggetto significa già più dell’attrezzatura

Brookes usa la chitarra bruciata da Jimi Hendrix a Monterey come uno degli esempi più chiari di eccesso simbolico. L’atto risuona perché il pubblico comprende già la chitarra come estensione del musicista. La distruzione appare quindi sacrificale, teatrale e pericolosa in un modo che incendiare un normale oggetto di scena non produrrebbe.

Pete Townshend aveva già reso la distruzione parte del linguaggio performativo degli Who, mentre il gesto di Hendrix a Monterey divenne una delle immagini fondamentali del rock psichedelico. L’episodio collega la storia personale dello strumento di Brookes alla storia culturale molto più ampia: le persone attribuiscono identità e significato alle chitarre abbastanza profondamente perché distruggerne una diventi un rituale pubblico anziché semplice danneggiamento dell’attrezzatura.

Il liutaio su misura fa da contrappunto alla cultura industriale di massa senza condannare la fabbrica

Mentre la narrazione storica si espande, Rick Davis continua a costruire una chitarra per una persona. La struttura crea una tensione utile fra la chitarra come merce globale di massa e come oggetto personale fatto a mano. I produttori standardizzano; i liutai personalizzano; i musicisti possono amare entrambe le cose.

Brookes non ha bisogno di dichiarare autentico un modello e senz’anima l’altro. Una fabbrica può produrre una chitarra eccezionale, mentre uno strumento custom porta tracce visibili delle scelte di un singolo artigiano e dei desideri di un singolo musicista. Il significato si attacca a entrambi attraverso l’uso. L’intelligenza emotiva del libro nasce dal rifiuto di ridurre l’affetto per gli strumenti a feticismo consumistico o a misticismo dell’artigianato.

Cosa fa particolarmente bene

L’accessibilità è la forza centrale. La ricerca personale impedisce alla storia di trasformarsi in un tour museale, mentre i capitoli sulla liuteria rendono fisicamente comprensibile la costruzione. Il libro allarga inoltre la storia della chitarra oltre il percorso standard elettrico-rock, dando spazio a Hawaii, cultura folk, blues e simbolismo americano.

Brookes scrive da musicista, perciò l’attaccamento allo strumento non sembra mai antropologia dall’esterno. Per lettori esausti dai libri sul gear pieni di specifiche, può essere il percorso più umano di questa batch perché la domanda resta personale anche quando la storia diventa ampia.

Limiti

La panoramica storica è deliberatamente selettiva e organizzata attraverso personalità e temi anziché una cronologia esaustiva. Lo sviluppo della chitarra elettrica riceve un trattamento molto meno completo che in Play It Loud, mentre la cornice americana lascia naturalmente fuori dal centro le tradizioni chitarristiche globali. I lettori in cerca di informazioni precise su marche, modelli o provenienza avranno bisogno di un riferimento specialistico.

Questi limiti appartengono alla personalità del libro. Brookes è più interessato al motivo per cui una chitarra conta per le persone che alla costruzione del più completo albero genealogico tecnico possibile. I lettori che accettano questo patto probabilmente troveranno la selettività una forza invece che una frustrazione.

Chi dovrebbe leggerlo?

Chitarristi interessati al motivo per cui gli strumenti diventano personali, musicisti acustici, lettori curiosi di liuteria e chiunque trovi noiose le specifiche del gear ma affascinante la vita culturale degli oggetti dovrebbe trovare questo libro particolarmente accessibile. È il naturale contrappunto più morbido a Play It Loud e The Birth of Loud, sostituendo la rivalità industriale con un musicista che aspetta la costruzione di una sola chitarra.

Nota sull’edizione

Grove Press pubblicò il primo hardcover statunitense nel 2005 a 352 pagine, ISBN 9780802117960.

Un trade paperback di 352 pagine seguì nel 2006, ISBN 9780802142580.

Il paperback è la semplice raccomandazione corrente dove disponibile.

Trova una copia

Il trade paperback del 2006 è normalmente sufficiente; i primi hardback offrono poco vantaggio pratico.

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