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Copertina di Syd Barrett: A Very Irregular Head — Rob Chapman
Copertina tramite Open Library · ISBN 9780571238545
La sala di lettura · Libro 019

Syd Barrett: A Very Irregular Head

Rob Chapman

Recuperare Syd Barrett dalla parabola ammonitrice costruita intorno a lui

Prima pubblicazione2010
EditoreFaber & Faber
Edizione selezionataISBN 9780571238545
Pink Floyd / Psichedelia / BiografiaSyd BarrettPink FloydDavid Gilmour

Recuperare Syd Barrett dalla parabola ammonitrice costruita intorno a lui

Ogni biografia di Syd Barrett affronta un problema morale ancora prima dell'inizio del primo capitolo. La versione più facile della storia è anche la meno responsabile: un brillante autore psichedelico prende LSD, impazzisce, viene allontanato dai Pink Floyd e trascorre il resto della vita come un tragico recluso mentre il suo ex gruppo diventa gigantesco. Il racconto è compatto, drammatico e infinitamente riutilizzabile, ed è proprio per questo che Syd Barrett: A Very Irregular Head di Rob Chapman conta così tanto. Pubblicato da Faber & Faber nel 2010, il libro rifiuta di lasciare che il mito del crollo inghiotta la persona. Chapman tratta Barrett come autore, chitarrista, pittore, lettore e prodotto di un preciso ambiente culturale inglese, dedicando seria attenzione al celebre periodo di deterioramento senza permettere che quegli anni cancellino tutto ciò che venne prima o dopo. Il risultato è meno interessato a fabbricare una tragedia rock che a ricostruire una vita creativa complessa a partire dalle prove che possono essere recuperate responsabilmente.

Cambridge prima del mito psichedelico

Il contesto di Cambridge di Barrett è fondamentale. Crebbe tra persone che in seguito avrebbero incrociato la storia dei Pink Floyd, tra cui Waters e Gilmour, ma Chapman va oltre quei rapporti celebri e si addentra nella pittura, nella letteratura, nell'umorismo e nella miscela di immagini dell'infanzia inglese e curiosità d'avanguardia che sarebbe poi emersa nelle canzoni di Barrett. Questo conta perché brani come "The Gnome", "Bike" o "The Scarecrow" possono sembrare soltanto eccentrici se separati dalle tradizioni letterarie e visive che li circondavano. La psichedelia di Barrett non era una semplice imitazione inglese dell'acid rock americano. Attingeva al linguaggio infantile, alla stranezza fiabesca, all'osservazione suburbana, al nonsense, alla sperimentazione delle scuole d'arte e a forme di gioco associate a figure come Edward Lear. Chapman è particolarmente efficace nel mostrare come questi ingredienti abbiano creato un vocabolario psichedelico riconoscibilmente britannico, capace di suonare infantile, inquietante e moderno allo stesso tempo.

I Pink Floyd prima che diventassero monumentali

Durante la leadership di Barrett, i Pink Floyd appartenevano all'underground londinese, non ancora al futuro canone dello stadium rock. Le loro improvvisazioni estese e gli spettacoli di luci in locali come l'UFO Club li collocarono al centro della cultura psichedelica britannica, mentre Barrett scriveva contemporaneamente canzoni pop concise in grado di funzionare come singoli. Questa doppia identità è uno degli aspetti più interessanti della band delle origini: "Interstellar Overdrive" e "Arnold Layne" possono nascere dallo stesso ambiente creativo senza annullarsi a vicenda. The Piper at the Gates of Dawn cattura buona parte di quella tensione. Il modo di suonare la chitarra di Barrett era testurale, dissonante e inventivo, e la sua scrittura poteva essere melodica senza diventare convenzionale. La biografia di Chapman restituisce quanto radicale potesse apparire quel materiale prima che i Pink Floyd successivi ridefinissero l'identità pubblica della band attraverso dischi concettuali più lunghi e una produzione sempre più elaborata.

Il crollo e la disciplina di non fingere di sapere troppo

Il comportamento di Barrett divenne sempre più irregolare nel corso del 1967 e all'inizio del 1968. Le esibizioni potevano diventare inaffidabili, le interviste dolorosamente prive di risposta, e la band finì per aggiungere Gilmour prima di smettere semplicemente di passare a prendere Barrett per i concerti. Questi eventi fondamentali sono ben documentati; la causa è molto più difficile da stabilire con certezza. L'uso di LSD fu significativo ed è ripetutamente ricordato dai contemporanei, ma le diagnosi retrospettive si sono spinte ben oltre ciò che le prove possono sostenere con sicurezza. Chapman resiste al desiderio di comprimere la storia in un'unica spiegazione medica o chimica. Questa cautela conta perché l'appetito culturale per la narrativa del "genio folle" distorce quasi tutto ciò che circonda Barrett: fotografie strane diventano prove diagnostiche, i testi vengono trattati come profezie e gli aneddoti vengono arruolati dentro un arco narrativo già deciso. Una biografia responsabile deve accettare che alcune domande restino irrisolte, e A Very Irregular Head è particolarmente forte quando rifiuta di riempire l'incertezza con una certezza drammatica.

I dischi solisti senza trasformarli in reperti medici

Dopo i Pink Floyd, Barrett registrò The Madcap Laughs e Barrett, entrambi pubblicati nel 1970. Questi album svilupparono una propria mitologia perché le loro superfici fragili e irregolari possono essere facilmente ascoltate come prove documentarie di un crollo. È un'interpretazione emotivamente potente ma storicamente limitante. Le sessioni coinvolsero produttori ed ex compagni di band che provarono modalità diverse di lavorare con Barrett, e le tracce risultanti spaziano da canzoni dirette e toccanti a performance che sembrano instabili. Chapman mantiene il centro su Barrett come autore invece di trattare ogni ritmo irregolare o momento di studio esposto come un sintomo. Questo spostamento cambia il modo in cui i dischi vengono ascoltati. La loro influenza successiva su musicisti alternativi diventa più comprensibile quando si permette loro di esistere come musica dotata di qualità estetiche, non soltanto come prove postume in una storia medicalizzata sulla fine del primo leader dei Pink Floyd.

Privacy, ritiro e senso di diritto da parte del pubblico

Barrett smise infine di perseguire una carriera musicale pubblica e tornò a Cambridge, dove visse privatamente continuando a coltivare interessi tra cui la pittura. L'industria musicale, i giornalisti e i fan non smisero però di interessarsi a lui, e l'attenzione che ne derivò solleva una delle domande più scomode della biografia: a che punto l'ammirazione diventa pretesa? Fotografi e scrittori cercarono ripetutamente l'accesso a un uomo che aveva in larga misura scelto di non partecipare più alla vita pubblica, mentre la mitologia continuava a congelarlo nell'immagine della star psichedelica "perduta", indipendentemente da come egli potesse intendere se stesso decenni dopo. L'uso che Chapman fa delle testimonianze della sorella di Barrett, Rosemary Breen, e di altri aiuta a contrastare l'idea che la sua vita dopo la musica fosse semplicemente un vuoto periodo di tragica sparizione. Roger Barrett non aveva l'obbligo di continuare a interpretare Syd Barrett per gli estranei, e il rispetto della biografia per questo confine è uno dei suoi più importanti risultati etici.

Cosa fa particolarmente bene

La correzione del mito è il risultato più evidente, ma il dettaglio culturale è altrettanto importante. Le recensioni contemporanee sottolinearono la ricerca di Chapman e il suo rifiuto di affidarsi a storie sensazionalistiche, mentre il più ampio trattamento di Cambridge, pittura, letteratura e psichedelia britannica impedisce che Barrett diventi un semplice capitolo nella preistoria aziendale dei Pink Floyd. La biografia è affettuosa verso la musica senza romanticizzare il crollo, un equilibrio difficile da mantenere con un soggetto la cui leggenda ha spesso dipeso proprio da quella romanticizzazione. La notevole lunghezza offre agli anni iniziali, al periodo nei Pink Floyd e al lavoro solista lo spazio necessario, mentre l'apparato e la base delle fonti rendono il libro utile agli scrittori oltre che ai fan. Per RetroForge, è la biografia più forte di questa sequenza per mostrare come il metodo editoriale possa cambiare la forma morale di una storia rock familiare.

Limiti

La privacy di Barrett impone un confine archivistico inevitabile. Un biografo può intervistare familiari, amici e collaboratori, ma lunghi tratti della sua vita successiva sono scarsamente documentati nelle fonti pubbliche, e la risposta responsabile deve talvolta restare semplicemente che le prove sono limitate. Alcuni lettori potrebbero inoltre trovare le digressioni culturali di Chapman più ampie del previsto, soprattutto se si avvicinano al libro cercando una cronologia rapida dei Pink Floyd anziché uno studio del mondo immaginativo di un singolo artista. La storia di Barrett attira teorie dei fan fortemente radicate, quindi qualunque biografia che respinga una diagnosi preferita o un aneddoto drammatico finirà per frustrare qualcuno. Non è una ragione per ripristinare il mito. È un promemoria del fatto che una biografia accurata deve spesso deludere il desiderio del lettore di avere una storia ordinata.

Chi dovrebbe leggerlo?

Chiunque sia interessato a Barrett oltre la formula "crazy diamond" dovrebbe iniziare da qui. I fan dei Pink Floyd ottengono una comprensione molto più ricca della band delle origini quando Barrett viene trattato come una figura creativa completa invece che come prologo a The Dark Side of the Moon. I lettori interessati alla psichedelia ottengono qualcosa di altrettanto prezioso perché Chapman usa una vita per esplorare una versione distintamente inglese dell'immaginazione psichedelica, dove scuola d'arte, linguaggio fiabesco, sperimentazione visiva e scrittura pop si intersecano. Gli scrittori dovrebbero leggerlo per un'altra ragione: dimostra con quanta efficienza la tragedia possa diventare un dispositivo narrativo e quanta disciplina editoriale sia necessaria per impedire che quel dispositivo cancelli la persona.

Trova una copia

Le edizioni Faber del 2010 costituiscono il testo di riferimento. Le edizioni destinate a territori diversi possono usare il titolo alternativo A Very Irregular Head: The Life of Syd Barrett.

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