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Copertina di Beyond and Before: Progressive Rock Since the 1960s — Paul Hegarty and Martin Halliwell
Copertina tramite Open Library · ISBN 9781501370823
La sala di lettura · Libro 008

Beyond and Before: Progressive Rock Since the 1960s

Paul Hegarty and Martin Halliwell

Il libro sul prog per chi vuole discutere di che cosa significhi davvero “progressive”

Prima pubblicazione2011
EditoreBloomsbury Academic
Edizione selezionataISBN 9781501370823
Beyond and Before, Updated and Expanded Edition: Progressive Rock Across Time and Genre, 2ª edizione, 2021YesGenesisJethro Tull

Il libro sul prog per chi vuole discutere di che cosa significhi davvero “progressive”

La maggior parte delle storie del rock progressivo comincia da una cronologia; Paul Hegarty e Martin Halliwell cominciano da un problema. Se per rock progressivo si intende soltanto la musica realizzata da Yes, Genesis, King Crimson ed Emerson Lake & Palmer nei primi anni Settanta, il genere diventa una teca storica chiusa. Se invece significa qualunque rock che “progredisce”, la categoria diventa talmente ampia da poter includere quasi tutto ciò che un ascoltatore considera avventuroso. Beyond and Before: Progressive Rock Since the 1960s tratta questa instabilità come qualcosa di produttivo anziché scomodo. Invece di imporre una definizione rigida, gli autori esaminano il rock progressivo come un campo aperto che comprende forma musicale, concetti, performance, dimensione visiva, critica sociale e rapporti mutevoli con altri generi. Di conseguenza è il più analitico fra questi primi titoli prog della Reading Room e probabilmente il meno adatto a chi cerca soprattutto coloriti racconti di backstage.

Prima dell’epoca classica

La prima metà indaga radici e idee ricorrenti attraverso temi come la forma estesa, il Concept album, mito e modernità, la fusione progressiva, la performance e la dimensione visiva. Questa struttura distingue immediatamente il libro da una cronologia band per band. Le composizioni lunghe contano perché il prog mise in discussione il modello della canzone pop di tre minuti, ma la durata da sola non può definire un genere; i concept album sono importanti, eppure molti concept album si collocano comodamente fuori dal rock progressivo. Allo stesso modo, copertine elaborate e presentazioni sceniche teatrali aiutarono il pubblico a interpretare la musica, mentre jazz, folk, musica classica e composizione elettronica entravano ripetutamente nel vocabolario in proporzioni diverse. Hegarty e Halliwell costruiscono quindi il rock progressivo attraverso pratiche che si intersecano, non mediante un’unica ricetta sonora, un metodo particolarmente utile quando gli artisti condividono ambizioni senza necessariamente condividere lo stesso suono.

Oltre il confine del punk

È nella seconda metà che il libro diventa particolarmente distintivo, perché le storie convenzionali del prog trattano spesso il 1977 come un muro e riducono tutto ciò che viene dopo a un’appendice. Hegarty e Halliwell dedicano invece un’attenzione seria alle reazioni al punk, al rock Neo-progressive, alle voci femminili, alla musica post-progressive, al ritorno di correnti folk e al progressive metal. Questa cronologia più lunga consente di includere nella discussione artisti come Marillion, Talk Talk e Radiohead senza sostenere che riproducano semplicemente il suono degli Yes del 1972. L’idea di “post-progressive” proposta dagli autori è particolarmente utile perché permette alla musica successiva di ereditare pratiche progressive attraverso percorsi che non richiedono un’appartenenza diretta alla tradizione classica del prog. Una volta ammessa questa possibilità, diventa molto più difficile racchiudere l’influenza del genere in una semplice sequenza nascita-picco-morte.

Perché l’argomento conta anche oltre il prog

Le etichette di genere sono strumenti retrospettivi, e il rock progressivo ne espone le debolezze più chiaramente di molti altri generi perché la parola “progressive” suona anche come un giudizio di valore. Se una musica è progressiva, un’altra diventa automaticamente regressiva? Hegarty e Halliwell aiutano a separare un genere storicamente riconoscibile dal concetto più ampio di progresso musicale, il che rende il libro utile anche quando il lettore non concorda con alcune inclusioni specifiche. L’approccio complica inoltre la consueta opposizione fra punk e prog. I musicisti post-punk abbracciarono spesso ripetizione, sperimentazione in studio, elettronica, strutture inconsuete e pensiero da art school, pur rifiutando l’immagine sociale e il bagaglio stilistico associati al prog degli anni Settanta. Per RetroForge è un territorio fertile: una pagina storica può tracciare metodi condivisi dai King Crimson fino al rock sperimentale successivo senza fingere che esista una sola linea genealogica pulita.

Punti di forza

La qualità più forte del libro è l’ampiezza concettuale. Non è un’altra rinarrazione delle stesse biografie, ma un tentativo di comprendere strutture, idee e significati culturali che permettono ad artisti molto diversi di entrare in una conversazione progressiva. L’organizzazione tematica lo rende anche utile per la ricerca: chi è interessato in particolare a concept album, performance, folk, metal o post-prog può dirigersi direttamente verso quelle questioni. Soprattutto, la musica progressive successiva viene trattata come parte della storia centrale e non come prova che il genere originario sia sopravvissuto oltre la propria data di scadenza. Gli autori si muovono con naturalezza fra musica, identità, estetica e ricezione, offrendo a RetroForge una fonte più robusta per il lavoro sulle definizioni di genere rispetto a una semplice storia narrativa.

Limiti

L’ambizione analitica può rendere il libro impegnativo. Una recensione accademica sull’IASPM Journal ne ha apprezzato la comprensione ampia e aperta del prog, osservando però che il trattamento del punk e di questioni come l’autenticità avrebbe potuto essere più sfumato. È un utile promemoria del fatto che una storia teorica dovrebbe invitare al dibattito, non chiuderlo. I lettori generici possono inoltre trovare la prosa più densa rispetto a Mike Barnes o David Weigel, perché questo è un libro con cui pensare, non una sequenza di aneddoti rock. Infine, proprio l’ampiezza che rende produttiva l’argomentazione garantisce anche il dissenso: quando Kate Bush, post-punk, tradizioni folk rinnovate e progressive metal entrano nella cornice, alcuni lettori contesteranno i confini. In un libro dedicato a chiedersi che cosa significhino quei confini, la controversia è quasi inevitabile.

Chi dovrebbe leggerlo?

Scegli Beyond and Before quando la storia di base è già familiare e la domanda più interessante è diventata che cosa colleghi le molte cose diverse etichettate come progressive. Scrittori, ricercatori e fan seri trarranno il massimo dal rifiuto degli autori di ripetere i cliché sulla nascita e sulla morte del genere. Chi desidera un arco storico lineare dovrebbe cominciare da Weigel; chi cerca una copertura più approfondita della scena britannica troverà Barnes più immediatamente utile; per una panoramica guidata dalle immagini è meglio Romano. Hegarty e Halliwell diventano più gratificanti quando quelle mappe sono già presenti e il lettore è pronto a esaminare le supposizioni che stanno dietro alla mappa stessa.

L’edizione aggiornata e ampliata del 2021

La scelta dell’edizione è cambiata in modo sostanziale dopo la pubblicazione originale del 2011. Nel 2021 Bloomsbury ha pubblicato una 2ª edizione, Beyond and Before, Updated and Expanded Edition: Progressive Rock Across Time and Genre. Tutti i capitoli sono stati rivisti, la discussione è stata estesa agli anni 2010 e alla musica progressive contemporanea, ed è stato aggiunto un nuovo capitolo, “The Concept beyond Concept”. Questa seconda edizione di 440 pagine è quindi la scelta predefinita più logica per un nuovo lettore nel 2026. L’edizione del 2011 conserva valore storico come formulazione originale, ma non è più la versione più completa dell’argomentazione degli autori e non dovrebbe essere collegata automaticamente solo perché le offerte di seconda mano la rendono più facile da trovare.

Trova una copia

Per una lettura normale, dai priorità alla 2ª edizione aggiornata e ampliata del 2021. Abbina ISBN, formato e copertina al prodotto esatto, perché l’edizione originale del 2011 rimane ampiamente presente sul mercato dell’usato.

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