Derek Jarman realizza il primo grande film punk rifiutandosi di lusingare il punk
Un film commercializzato attraverso la cultura punk avrebbe potuto diventare facilmente una celebrazione di nuovi gruppi, abiti e ribellione giovanile. Jubilee è molto più furioso.
Derek Jarman trasporta la regina Elisabetta I e il suo consigliere occultista John Dee attraverso quattro secoli, in una Gran Bretagna futura in disfacimento popolata da bande violente, brutalità poliziesca, potere mediatico, istituzioni al collasso e persone che tentano di trasformare la distruzione in identità. Criterion descrive il film del 1978 come un intreccio di storia, fantasia, satira, rabbia, moda e filosofia; l'edizione moderna del BFI dura 106 minuti.
Il cast è pieno di figure che rendono il film inseparabile dal punk e dalle culture adiacenti: Jordan, Toyah Willcox, Adam Ant, Nell Campbell, Jayne County e altri. Brian Eno firma la musica del film e dei titoli, mentre la colonna sonora include anche gruppi della scena. Jarman tratta comunque il punk come prova, non come salvezza: ne ama abbastanza l'energia da portarla sullo schermo, ma diffida abbastanza della sua pulsione autodistruttiva da renderla spaventosa.
Elisabetta I entra nel futuro perché il Giubileo d'argento offre a Jarman il gioco storico perfetto
Il titolo rimanda direttamente alla cultura celebrativa del Giubileo d'argento di Elisabetta II nel 1977. Jarman non parte però dalla sovrana contemporanea: introduce Elisabetta I, alla quale John Dee mostra una visione del futuro. La corte Tudor diventa così il termine di confronto con la Gran Bretagna moderna. Il dispositivo è volutamente artificiale: non interessa sapere se la regina avrebbe davvero compreso il punk, ma usare la monarchia come lunga linea storica sulla quale mettere alla prova i miti nazionali. Un paese che celebra la continuità imperiale incontra un'immagine di sé fatta di disordine, sfruttamento e spettacolo. Il passato non corregge il futuro; è costretto soltanto a guardarlo.
Jenny Runacre interpreta sia Elisabetta I sia Bod, facendo condividere lo stesso volto ad autorità e anarchia
Jenny Runacre è insieme la regina Elisabetta I e Bod, leader della banda del futuro. Il doppio ruolo è una delle battute formali più taglienti del film. Autorità monarchica e violenza anarchica sembrano opposte, ma sono incarnate dalla stessa attrice. Jarman non deve spiegare che il potere può riprodursi sotto costumi diversi: basta il volto. Il mondo di Bod rifiuta la gerarchia ufficiale, ma sviluppa una brutalità propria. Il futuro non diventa libero soltanto perché le vecchie istituzioni appaiono assurde; l'opposizione può imitare ciò che odia. È una delle idee meno consolanti di Jubilee.
Il John Dee di Richard O'Brien collega il punk a una tradizione britannica molto più antica di spettacolo occulto
Richard O'Brien interpreta il matematico, astrologo e occultista storico legato a Elisabetta I, creando un altro ponte culturale attraverso un attore già associato al camp teatrale e alla non conformità sessuale di The Rocky Horror Show. Dee permette a Jarman di trattare la storia come rituale anziché come ricostruzione scolastica: il viaggio nel tempo avviene per magia e il futuro arriva come visione, non tramite macchinari fantascientifici. Il punk entra così in una tradizione britannica di misticismo, sfarzo e auto-invenzione teatrale molto più antica, e la sua presunta novità appare come un altro costume instabile dentro una lunga rappresentazione nazionale.
Amyl Nitrate di Jordan trasforma l'identità di moda in performance intellettuale
Pamela Rooke, nota come Jordan, era già una delle figure visive più riconoscibili del punk grazie alla scena di King's Road attorno a SEX e Seditionaries. In Jubilee interpreta Amyl Nitrate, un nome che converte la chimica in identità punk. Jarman non la usa soltanto come volto celebre di un negozio: sfrutta la sua capacità di apparire deliberatamente artificiale. Trucco, abiti e posa diventano una forma di pensiero. È importante perché le storie del punk spesso separano immagine e ideologia, come se i vestiti fossero un involucro superficiale della vera politica. Jarman comprende invece la moda come linguaggio politico: il corpo può rifiutare la rispettabilità prima ancora che un personaggio parli.
Toyah Willcox appare prima della svolta pop, conservando l'epoca in cui punk e teatro si sovrapponevano disordinatamente
Toyah interpreta Mad. La successiva carriera discografica l'avrebbe resa un volto molto noto del pop britannico, ma nel 1978 quel futuro non era ancora definito. Appartiene a un ambiente nel quale recitazione, punk, teatro sperimentale e musica si incrociano continuamente. È un altro vantaggio di Jubilee come finzione realizzata nel pieno dell'epoca: cattura gli artisti prima che le categorie industriali si fissino. Un'interprete può essere attrice, musicista, figura dei club e partecipante alla scena senza un unico marchio ufficiale. Il cast funziona quasi come una mappa di possibilità culturali più che come un normale insieme di star.
Kid di Adam Ant è prezioso perché precede l'ascesa degli Adam and the Ants fra i maggiori fenomeni pop britannici
Adam Ant interpreta Kid e gli Adam and the Ants contribuiscono alla musica. La tempistica è straordinaria. La successiva celebrità new wave e pop può far sembrare la presenza un cameo, ma nel 1978 Adam si trova ancora dentro l'instabile transizione del punk. Il successo ottenuto poi con immagine studiata, videoclip e singoli pop avrebbe incarnato proprio il rapporto fra ribellione e media commerciali di cui Jubilee diffida. Non significa che il film profetizzi il suo percorso personale; rende piuttosto l'archivio più ricco. L'interprete continua a cambiare dopo la fine delle riprese, mentre il personaggio resta fermo e il significato culturale dell'attore cresce attorno a lui.
Jayne County impedisce di ridurre la non conformità di genere del punk a successiva nostalgia di moda
Jayne County and the Electric Chairs appartengono alla colonna sonora e all'ambiente punk del film. La presenza di County è essenziale perché la sfida del punk al genere non nasce da interpretazioni accademiche posteriori: era già incarnata da performer le cui vite superavano le normali categorie maschili e femminili del rock. Anche qui la confusione di Jubilee acquista valore storico. Jarman non organizza il cast in una tesi ordinata sulla rappresentazione; lascia apparire persone che rendono il mondo sociale più difficile da normalizzare. La Gran Bretagna futura è violenta e sgradevole, ma ai margini ospita identità che il passato rispettabile riusciva appena a nominare pubblicamente.
La partitura di Brian Eno rende il film più strano, rifiutando che le chitarre punk siano l'unico suono della Gran Bretagna punk
Criterion attribuisce a Eno la musica del film e dei titoli e la identifica come la sua prima colonna sonora originale. Ciò amplia il vocabolario musicale del film. Una soundtrack letteralmente punk avrebbe potuto riempire ogni scena di gruppi contemporanei; Eno porta un'altra storia, fatta di Roxy Music, sperimentazione in studio, pensiero ambient e texture elettroniche. Il risultato separa l'ambiente emotivo da una semplice compilation. Le band punk possono apparire attraverso canzoni o interpretare se stesse, mentre la partitura si muove altrove. È una scelta adatta a Jarman, interessato tanto all'atmosfera, alla pittura e al rituale quanto alla documentazione accurata di una scena.
L'album della colonna sonora è magnificamente incoerente perché la scena non ebbe mai un solo suono
La soundtrack riunisce Adam and the Ants, Wayne County and the Electric Chairs, Chelsea, le immaginarie Maneaters, Suzi Pinns ed Eno. Questa varietà impedisce al disco di comportarsi come manifesto di un solo genere. Il punk convive con musica d'arte e reinterpretazione teatrale. L'album diventa un oggetto culturale parallelo, non la semplice trascrizione sonora del film, e contiene inoltre primi materiali degli Adam and the Ants significativi per i collezionisti. Se catalogato, merita quindi metadati di pubblicazione propri: una colonna sonora può conservare la storia della scena anche quando il film resta l'argomento politico più forte.
Nel futuro il grande capitale sostituisce il vecchio governo perché Jarman diffida dell'impresa quanto della corona
La sinossi di Criterion mette in risalto un potentissimo magnate dei media. L'autoritarismo del futuro non arriva soltanto dal governo formale: commercio, media e celebrità diventano sistemi di controllo. Per questo Jubilee supera il momento punk specifico. Le aziende cambiano, ma resta familiare l'idea che il potere mediatico privato possa organizzare il desiderio pubblico. La satira di Jarman è volutamente rozza; un sottile realismo istituzionale sarebbe inadatto a un mondo che funziona già come un'apocalisse dipinta sul muro di un club.
La violenza punk appare abbastanza stupida da irritare chi si aspettava che Jarman celebrasse la scena
Gli scritti retrospettivi del BFI ricordano che Jarman criticava la fascinazione punk per l'immaginario fascista e quella che considerava violenza meschina. Vivienne Westwood contestò duramente il film, sostenendo che travisasse il punk. Il dissenso è storicamente importante: nessun regista possiede una scena solo perché ne include alcuni protagonisti. Jarman offre un'interpretazione; la rabbia di Westwood dimostra che altri partecipanti la respingevano. Non serve risolvere il conflitto dichiarando vincitrice una parte. Il punk non fu mai un'ideologia coerente e il film che lo rappresentava divenne un'altra discussione interna alla scena.
Le donne dominano il mondo del film abbastanza da togliere alla mitologia punk maschile il suo centro abituale
Bod, Mad, Amyl Nitrate, Crabs, Chaos e altre donne occupano posizioni centrali nel futuro del film. Jubilee si distingue così dalle storie del punk organizzate soprattutto attorno a gruppi maschili. Le donne non formano un collettivo femminista uniforme: possono essere violente, egoiste, intelligenti, comiche o distruttive. Proprio per questo il casting conta. La rappresentazione diventa più utile quando alle donne è permesso essere il problema oltre che la soluzione. Il futuro di Jarman non assegna purezza morale in base alla marginalità; tutti possono partecipare al collasso.
La città è così grigia che il colore punk diventa un'altra forma di graffiti urbano
Il BFI descrive ripetutamente la Londra desolata del film. Il contrasto fra strade degradate e corpi progettati aggressivamente è centrale: la moda punk appare più luminosa perché l'ambiente sembra svuotato. Il costume entra così nel cinema urbano. I personaggi non si vestono soltanto l'uno per l'altro, ma segnano lo spazio. La città danneggiata diventa lo sfondo sul quale l'auto-invenzione appare insieme eroica e assurda. Gli abiti non possono riparare la città, ma possono rifiutarsi di scomparire al suo interno.
Il restauro BFI per il quarantesimo anniversario considera il cinema punk a basso costo degno di tutela istituzionale
L'edizione celebrativa del BFI usa un restauro 2K dai negativi originali. L'ironia è deliziosa: un film costruito su energia anti-istituzionale entra in una delle maggiori istituzioni cinematografiche britanniche per essere conservato. Ciò non neutralizza l'opera, ma mostra a cosa servono gli archivi: le istituzioni possono preservare attacchi alle istituzioni. Il restauro risolve inoltre un problema comune del cinema cult a basso costo, perché copie usurate possono rendere indistinguibile la bruttezza voluta dalla cattiva riproduzione. Una fonte più pulita rivela quale sporcizia appartiene davvero a Jarman.
*Jubilee* conta perché registra meglio l'immaginazione punk che la realtà punk
Il film non è una prova affidabile della vita quotidiana di un punk londinese medio e non pretende di esserlo. Il suo valore risiede nel modo in cui un artista immagina le possibilità politiche ed estetiche del punk mentre il movimento è ancora fresco. I documentari conservano eventi; la finzione conserva paure. Jarman teme che la ribellione diventi moda, la moda merce, la merce controllo e l'energia antiautoritaria un'altra forma di stupidità. Questa catena è il film.
Nota per la visione e il collezionismo
Usare la presentazione BFI/Criterion di 106 minuti come versione canonica. L'edizione combinata del quarantesimo anniversario del BFI impiega un restauro 2K dai negativi originali. Tenere separato l'album della colonna sonora, soprattutto per i preziosi primi materiali degli Adam and the Ants e di Brian Eno.