Il disco
In sintesi
- Artista
- Love
- Prima pubblicazione
- Novembre 1966, stereo USA
- Album
- Secondo album in studio
- Brani originali
- Sette
- Etichetta
- Elektra
- Produzione
- Paul A. Rothchild; tecnici Dave Hassinger e Bruce Botnick
Perché è importante
Due filosofie di album condividono un disco
Da Capo conta perché le due facciate dell'LP propongono risposte opposte a ciò che i Love potevano diventare. La prima comprime sei arrangiamenti distinti in circa diciotto minuti; Revelation concede circa diciannove minuti a una sola esecuzione d'insieme.
L'album introduce il batterista Michael Stuart e il fiatista Tjay Cantrelli, mentre Alban Pfisterer passa dalla batteria alle tastiere. La tavolozza a sette rende clavicembalo, organo, flauto e sax colori strutturali.
Seven & Seven Is conserva la formazione del debutto e precede le sessioni principali. La velocità compressa e l'esplosione costruita in studio ne fecero il singolo americano più alto in classifica e il bordo più duro della sequenza.
Arthur Lee scrive cinque brani della prima facciata; Bryan MacLean condivide Orange Skies. Revelation è accreditata collettivamente a Lee, MacLean, Johnny Echols e Ken Forssi, riflettendo lo sviluppo dall'esecuzione di gruppo.
Forever Changes avrebbe risolto molte ambizioni della forma breve attraverso disciplina acustica e orchestrale. Da Capo resta essenziale perché cattura l'esplorazione prima di quella soluzione, compreso l'esperimento ancora rifiutato da molti ascoltatori.
Hollywood, 1966
I Love passano da cinque a sette componenti
Il debutto omonimo uscì all'inizio del 1966 e stabilì la miscela losangelina di folk rock, attacco garage e adattamento R&B.
Seven & Seven Is fu registrata separatamente in giugno con Pfisterer ancora alla batteria, Jac Holzman alla supervisione e Bruce Botnick come tecnico. Raggiunse il numero 33 nella Billboard Hot 100.
Per l'album principale Michael Stuart divenne batterista, Pfisterer passò a organo e clavicembalo e Tjay Cantrelli aggiunse sax e flauto.
Paul A. Rothchild produsse le sessioni; Dave Hassinger curò il lavoro principale all'RCA Victor Studio B e Botnick partecipò alla rifinitura e alla storia del mix.
La prima facciata usa la formazione ampliata per dare a ogni canzone un'identità strumentale diversa. Revelation derivò dal brano più lungo eseguito nel periodo del Bido Lito's.
MusicBrainz documenta l'LP stereo statunitense originale nel novembre 1966 e una prima edizione mono nel 1967. L'URL RetroForge conserva il 1967, ma la guida dichiara esplicitamente l'uscita statunitense precedente.
Love a sette
Chitarre, clavicembalo, flauto, sax e due percussionisti
Lee usa il gruppo ampliato come laboratorio d'arrangiamento. Le sue canzoni della prima facciata non condividono né tempo né strumento solista.
L'istinto melodico di MacLean emerge in Orange Skies, dove voce leggera e colore del flauto interrompono l'apertura più aspra. Echols passa da punteggiatura elettrica concisa a lunghi assoli in Revelation, mostrando la distanza fra i due metodi dell'LP. Il basso di Forssi è insolitamente udibile e melodico, soprattutto quando clavicembalo o flauto lasciano libero il registro grave.
L'esperienza percussiva di Stuart sostiene tocchi latini e la pulsazione della lunga seconda facciata, mentre il nuovo ruolo alle tastiere di Pfisterer cambia la superficie armonica. Cantrelli non è ornamentale: il flauto definisce Orange Skies e She Comes in Colors, il sax diventa voce principale in Revelation.
Composizione contro jam
Dettaglio barocco su una facciata, esecuzione aperta sull'altra
La prima facciata tratta il timbro come decisione compositiva. Clavicembalo, organo, flauto, chitarra elettrica ed effetti introducono nuovi spazi ogni pochi minuti.
Stephanie Knows Who unisce attacco barocco delle tastiere, chitarra dura e accenti irregolari, facendo suonare l'espansione conflittuale, non leziosa. Seven & Seven Is crea violenza mediante molte take, velocità compressa e un'esplosione finale seguita da un breve rilascio blues.
Revelation conserva una cornice blues ripetuta, mentre voce, armonica, chitarra e sax si alternano a lungo. La durata espone l'interazione e anche la ripetizione.
Hassinger e Rothchild danno alla prima facciata una separazione notevole per una formazione densa. Il lungo brano accetta volutamente una continuità esecutiva più ruvida.
La divisione non va appiattita in un'unica sintesi stilistica. Il significato sta anche nella giuntura fra miniature d'autore e pratica aperta da club.
Guida ai brani
Sei miniature e Revelation
Stephanie Knows Who
Il clavicembalo introduce una composizione dura e angolare di Lee, i cui accenti mutevoli resistono al flusso pop. Chitarra, basso, percussioni e sax di Cantrelli cambiano il centro sotto una voce urgente. Stephanie conta meno dell'indirizzo instabile costruito attorno a lei. L'apertura annuncia che il gruppo ampliato non aggiungerà soltanto dolcezza. Timbro barocco e pressione garage collidono in due minuti e mezzo, manifesto compatto della prima facciata.
Orange Skies
La canzone di MacLean e Lee cambia subito la luce. Flauto, percussioni gentili e voce melodica di MacLean creano una miniatura pop sospesa e latina dopo gli spigoli dell'apertura. Le immagini cromatiche sono sensuali, non parte di una trama. L'arrangiamento si fida dello spazio. La posizione stabilisce il principio della differenza: il gruppo a sette vale perché può diventare un altro ensemble a ogni brano, non perché ogni strumento debba suonare sempre.
¡Que Vida!
Organo, ritmo troncato e dettagli percussivi sostengono la meditazione frammentata di Lee su vita, tempo, denaro e viaggio. Piccoli suoni di studio punteggiano il groove senza ridurlo a novità. Il titolo spagnolo suggerisce celebrazione, ma la voce tiene insieme piacere e scetticismo. Dopo Orange Skies conserva il colore latino passando dall'atmosfera romantica al discorso interiore. La figura d'organo ripetuta dà alle domande una base circolare senza risposta finale.
Seven & Seven Is
Il successo precedente all'album irrompe al centro con Pfisterer alla batteria e la formazione originale a cinque. Basso rapido, chitarra e batteria controllata spingono le immagini compresse di Lee finché la celebre esplosione spezza il brano; una breve coda blues arriva come ripresa stordita. Il singolo raggiunse il numero 33 negli Stati Uniti. La forza nasce dalla costruzione quanto dalla velocità: molte take produssero un'esecuzione esatta, la cui apparente perdita di controllo è cronometrata.
The Castle
Clavicembalo e basso mobile di Forssi guidano una canzone di stanze mutevoli, distanza e percezione. La melodia di Lee passa fra sezioni legate più dal colore che dal ritornello. La chitarra di Echols aggiunge bordi senza dominare. Il titolo richiama inevitabilmente la casa di Los Angeles associata al gruppo, ma la canzone non è una planimetria documentaria. Il castello è una struttura emotiva dai corridoi instabili, adatta agli spazi d'arrangiamento mutevoli dell'album.
She Comes in Colors
Flauto e clavicembalo incorniciano una delle canzoni più concise di Lee. La figura centrale è percepita attraverso colore e movimento, mentre il gruppo evita l'attacco più duro di Stephanie Knows Who. Il flauto di Cantrelli è partner melodico e la tastiera di Pfisterer crea architettura nitida sotto la voce. Chiudendo la prima facciata, completa sei canzoni con sei equilibri distinti. La levigatezza rende più netto il cambio: invece di un'altra miniatura orchestrata, il disco riparte con un'intera facciata su una cornice ripetuta.
Revelation
Il finale di oltre diciotto minuti deriva da un brano blues da club ed è accreditato a Lee, MacLean, Echols e Forssi. Armonica, voce, chitarra, basso, batteria e sax di Cantrelli occupano a lungo il primo piano sopra una base persistente. L'esecuzione documenta i Love mentre si estendono, ma la durata non crea automaticamente la densità compositiva della prima facciata. Ripetizione, umorismo, assoli e cambi d'intensità sono il soggetto. Come intera seconda facciata resta la disputa centrale: prezioso documento di pratica d'insieme e deliberato rifiuto del montaggio conciso.
Nessuna trama continua
Varietà senza narrazione unificante
Da Capo non ha una narrazione continua. La prima facciata passa fra figure nominate, colore, vita, memoria e spazio chiuso attraverso voci separate.
Il titolo significa dall'inizio, indicazione musicale adatta a un album la cui seconda facciata ricomincia il metodo invece di proseguire il primo. Colore e architettura organizzano Orange Skies, The Castle e She Comes in Colors senza creare un luogo letterale condiviso. Seven & Seven Is trasforma memoria e instabilità in forza compressa; Revelation trasforma l'interazione in presente esteso. Il tema più profondo è la scelta formale: quanto può dire un arrangiamento in tre minuti e cosa emerge quando la durata sostituisce la compressione?
Elektra EKS-74005
Un'immagine formale per il gruppo ampliato
William S. Harvey progettò e fotografò la copertina formale, offrendo alla formazione ampliata una presentazione controllata.
Guy Webster realizzò i ritratti posteriori, separando i componenti in un pulito formato da studio. L'ordine visivo contrasta con la gamma stilistica e non suggerisce che una traccia consumi metà LP. I numeri di catalogo stereo e mono differiscono, rendendo etichetta e matrice più affidabili del ritratto condiviso per identificare l'edizione.
Novembre 1966 / edizioni 1967
L'album statunitense di fine 1966 spesso catalogato come 1967
Elektra pubblicò l'album stereo statunitense di sette brani nel novembre 1966; il mono e altre prime edizioni apparvero nel 1967. L'album raggiunse il numero 80 negli Stati Uniti, mentre Seven & Seven Is era già arrivata al numero 33. La prima facciata fu ammirata per il rapido sviluppo oltre il debutto; Revelation divise perché occupava quanto le sei canzoni precedenti.
Definire tutto il disco 1967 senza precisazione oscura l'edizione stereo statunitense documentata; definire ogni edizione 1966 ignora la prima storia di catalogo del 1967. La classificazione corretta è secondo album in studio di sette brani, non sei canzoni più un bonus live non elencato: Revelation faceva parte dell'LP originale in studio.
Un classico diviso
Una celebre prima facciata e una seconda permanentemente contestata
Da Capo divenne un documento fondamentale della psichedelia di Los Angeles prima che lo stile avesse un vocabolario stabile. Seven & Seven Is influenzò letture garage e punk, mentre Orange Skies e She Comes in Colors sostennero la reputazione baroque-pop. La formazione a sette ebbe vita breve, facendo dell'album il principale documento con Pfisterer alle tastiere, Stuart alla batteria e Cantrelli ai fiati insieme.
La reputazione di Revelation resta contestata. La sua importanza storica come forma rock su un'intera facciata può essere riconosciuta senza dichiarare ogni passaggio ugualmente riuscito.
Forever Changes riportò presto i Love al controllo acustico e orchestrale, rendendo l'architettura divisa un esperimento unico, non un modello.
Album e aggiunte
Sette originali e l'appendice del 2002
Ascolta la prima facciata senza interruzioni, poi fermati prima di Revelation: la divisione fisica è parte del disegno. Non usare una raccolta priva di Revelation per giudicare Da Capo, anche se le prime sei sono i consueti momenti forti. Identifica Seven & Seven Is come registrazione precedente a cinque, non presumere che Stuart, Cantrelli e Pfisterer alle tastiere vi suonino tutti.
Mantieni singoli bonus e alternative dopo il termine originale; non devono diluire la seconda facciata a un brano. Un buon trasferimento conserva attacco del clavicembalo, aria del flauto, basso di Forssi e prospettiva ambientale mutevole di Revelation senza eccessiva riduzione del rumore.
Un percorso d'ascolto
Tratta le due facciate come opposti deliberati
- Confronta Stephanie Knows Who e Orange Skies come usi opposti della formazione ampliata.
- Segui il colore delle tastiere da ¡Que Vida! attraverso The Castle e She Comes in Colors.
- Ascolta Seven & Seven Is una volta per la batteria di Pfisterer e una per il finale costruito in studio.
- In Revelation segui ogni strumento in primo piano e la base immutata sotto di esso.
- Torna alle sei tracce brevi dopo la jam per capire quante informazioni d'arrangiamento comprimano.
Percorso di ricerca
Fonti e ulteriori letture
- Storia dell'album Da Capo — Rhino / Elektra
- Storia dell'originale e delle ristampe di Da Capo — MusicBrainz institutional database
- Crediti della pubblicazione Da Capo del 2002 — MusicBrainz institutional database
- Brani e crediti di Da Capo — AllMusic
- Paul Rothchild sulla registrazione di Da Capo — The Doors official archive
- Catalogo digitale di Da Capo — Apple Music / Elektra