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Copertina di Electric Eden: Unearthing Britain's Visionary Music — Rob Young
Copertina tramite Open Library · ISBN 9780865478565
La sala di lettura · Libro 035

Electric Eden: Unearthing Britain's Visionary Music

Rob Young

La musica folk britannica trattata come una macchina per inventare il passato e immaginare il futuro

Prima pubblicazione2010
EditoreFaber & Faber
Edizione selezionataISBN 9780865478565
Edizione tascabile standard e Faber Greatest Hits editionFairport ConventionSandy DennyRichard Thompson

La musica folk britannica trattata come una macchina per inventare il passato e immaginare il futuro

Definire Electric Eden: Unearthing Britain's Visionary Music di Rob Young una storia del folk-rock britannico è corretto soltanto nel senso più ampio. Pubblicato per la prima volta da Faber & Faber nel 2010 e lungo circa 672 pagine nelle principali edizioni, il libro risale attraverso la raccolta di canti, la composizione classica, il paesaggio, il nazionalismo, la politica radicale e le mutevoli idee sulla Gran Bretagna rurale prima di arrivare a Fairport Convention, Pentangle, Incredible String Band, Nick Drake e ai movimenti folk elettrificati della fine degli anni Sessanta. Poi continua ancora, entrando nell’acid folk, nei free festival, nel cinema, nel folklore occulto e in artisti successivi fra cui Kate Bush, Julian Cope e Talk Talk. Il soggetto del libro non è semplicemente un genere. È la costruzione ripetuta di immagini della Gran Bretagna attraverso la musica, con la tradizione intesa meno come eredità fissa che come materiale che ogni generazione seleziona, riordina e orienta verso le proprie preoccupazioni.

Il “folk” è già un argomento controverso prima ancora che arrivino gli amplificatori

Young parte da una domanda apparentemente semplice ma in realtà difficile: che cosa conta come musica folk? I canti tradizionali possono essere tramandati per generazioni, ma i raccoglitori decidono che cosa preservare, i cantanti modificano parole e melodie, gli arrangiatori rimodellano il materiale, i movimenti politici rivendicano determinate tradizioni e i compositori trasformano fonti folk per pubblici completamente diversi. Quando i musicisti rock incontrano queste canzoni, la “tradizione” è già passata attraverso molte mani. Electric Eden rende visibile questa mediazione, impedendo che il folk revival venga raccontato come un progetto archeologico sentimentale in cui i musicisti si limitano a recuperare un unico suono nazionale puro rimasto intatto nelle campagne. La storia del folk britannico diventa invece una serie di discussioni su autenticità, classe, nazionalità, memoria e su chi abbia l’autorità di definire la musica di un popolo. Questo quadro conferisce all’elettrificazione successiva del canto tradizionale un peso storico molto maggiore rispetto alla semplice storia di musicisti acustici che scoprono gli amplificatori.

Vaughan Williams, i raccoglitori e la lunga preistoria del folk-rock

Il fatto che il libro arrivi fino a figure come Ralph Vaughan Williams, Cecil Sharp, A. L. Lloyd ed Ewan MacColl è uno dei motivi per cui si distingue tanto da una normale storia del rock. A prima vista, compositori e raccoglitori dei primi del Novecento possono sembrare lontani dalla musica psichedelica e progressiva, ma Young mostra che i musicisti successivi ereditarono un paesaggio già modellato da precedenti tentativi di preservare, arrangiare e politicizzare il canto tradizionale. Questa preistoria spiega perché l’esplosione folk-rock britannica della fine degli anni Sessanta non sia stata semplicemente un’imitazione del folk-rock americano con accenti differenti. Fairport Convention e artisti affini entrarono in una discussione sulla tradizione nazionale che si sviluppava da decenni. La lunga preparazione storica può mettere alla prova i lettori impazienti di raggiungere i dischi famosi, ma è anche ciò che rende quei dischi comprensibili come interventi culturali e non soltanto come una piacevole miscela di violino, chitarra elettrica e testi antichi.

Fairport Convention cambia ciò che può stare al centro della storia

Fairport Convention diventa inevitabilmente uno dei gruppi centrali di Young, perché il suo sviluppo mostra quanto radicalmente possa cambiare il significato di folk-rock. I primi Fairport assorbivano la scrittura americana contemporanea, ma la band esplorò sempre più il materiale tradizionale britannico, culminando nel fondamentale Liege & Lief. Sandy Denny, Richard Thompson, Ashley Hutchings e Dave Swarbrick portarono istinti musicali diversi in un sistema nel quale canzoni e danze tradizionali potevano essere ricostruite attraverso chitarra elettrica, violino, sezione ritmica rock e registrazione moderna in studio. Il risultato non si limitò a conservare il repertorio folk in forma più rumorosa. Modificò il rapporto tra materiale storico e performance contemporanea, stabilendo uno dei principali modelli del folk-rock britannico. La lunga preistoria di Young garantisce che questo risultato non appaia dal nulla; Liege & Lief diventa un momento di un dibattito molto più antico improvvisamente esposto alle possibilità della tecnologia di registrazione e della cultura rock della fine degli anni Sessanta.

Pentangle, Incredible String Band e percorsi che rifiutano di convergere

Uno dei grandi punti di forza di Electric Eden è il rifiuto di far sembrare che ogni artista significativo viaggi verso la stessa destinazione. Pentangle combinava materiale folk con una sensibilità jazzistica, blues e sofisticate interazioni acustiche. Incredible String Band si muoveva invece verso un universo visionario psichedelico, curioso del mondo e artigianale. Nick Drake creò dischi intimi in studio la cui reputazione di culto successiva superò enormemente la loro portata commerciale originale, mentre John Martyn sviluppò un altro percorso attraverso folk, jazz e trattamenti elettronici. Questi musicisti si sovrappongono nel tempo, nelle reti di persone e nell’atmosfera culturale senza diventare intercambiabili. La diversità è il punto. “Folk” funziona come territorio conteso anziché come preset sonoro, e la mappa di Young diventa più ricca ogni volta che due artisti rispondono a fonti correlate in modi completamente diversi. Per RetroForge, questo impedisce alle categorie di scaffale di trasformarsi in gabbie e incoraggia collegamenti interni basati sulla relazione storica invece che sulla somiglianza superficiale.

La psichedelia guarda indietro per inventare un altro futuro

Young è particolarmente convincente sul paradosso per cui modernità e nostalgia possono convivere. La cultura della fine degli anni Sessanta era tecnologicamente avventurosa, eppure musicisti e artisti erano affascinati da immagini rurali, folklore, paganesimo, strumenti antichi, medievalismo e mondi preindustriali immaginati. La psichedelia britannica poteva usare il passato come via di fuga mentre produceva dischi con tecnologie di studio modernissime. I Pink Floyd dell’era Syd Barrett, alcune parti del lavoro psichedelico dei Beatles e Incredible String Band mostrano versioni differenti di questo futurismo rivolto all’indietro. La contraddizione aiuta a spiegare perché l’immaginario psichedelico britannico spesso differisca da quello americano. Il futuro non appariva sempre sotto forma di macchine, città o cromature; talvolta sembrava un prato di villaggio elettrificato, una ballata ricordata a metà o un paesaggio ricostruito attraverso nastro, amplificazione ed effetti di studio. Questa idea offre a Electric Eden uno dei suoi ponti più forti fra storia del folk e più ampio archivio psichedelico.

Festival e il sogno di un’Albione temporanea

Il libro segue inoltre le idee visionarie britanniche dentro la cultura dei free festival, dove i primi Glastonbury e Stonehenge diventano punti d’intersezione fra musica, paesaggio, ideali comunitari e spiritualità alternativa. Il trattamento di Young è utile perché impedisce alla storia dei festival di ridursi a line-up, numeri di presenze e condizioni meteorologiche. Un festival può incarnare argomenti su terra, comunità, commercio e possibilità di alternative sociali temporanee, anche quando questi ideali entrano in collisione con logistica, classe e realtà politica. L’immaginazione pastorale che attraversa il folk e la psichedelia britannici assume quindi una forma fisica: le persone lasciano i luoghi convenzionali e tentano di costruire un altro tipo di spazio culturale nei campi. Per le pagine RetroForge dedicate ai festival, ciò fornisce un contesto storico più ricco rispetto alla rappresentazione degli eventi all’aperto come semplici concerti sovradimensionati. Il festival diventa un altro metodo attraverso cui una Gran Bretagna immaginata viene per breve tempo messa in scena, contestata e infine smontata.

La corrente visionaria sopravvive al boom del folk-rock

Electric Eden non termina quando il classico momento folk-rock degli anni Settanta perde slancio. Young segue idee correlate in artisti successivi fra cui Kate Bush, Julian Cope, David Sylvian e Talk Talk, mostrando che l’influenza non ha bisogno di viaggiare attraverso etichette di genere evidenti. Un musicista può ereditare la fascinazione per il paesaggio, il rituale, l’immaginario pastorale, lo spazio sonoro dello studio o la ripetizione senza eseguire una ballata tradizionale o identificarsi con la musica folk. Questa cronologia estesa è uno dei motivi per cui il libro è tanto prezioso per RetroForge. Supporta collegamenti che una storia di genere più stretta perderebbe, unendo folk revival e acid folk al successivo art rock attraverso strategie immaginative condivise invece di pretendere che esista un semplice albero genealogico. Il libro è meno interessato a dimostrare che tutti questi artisti appartengano a un solo genere che a mostrare come determinate idee sulla Gran Bretagna continuino a riaffiorare in forme musicali molto diverse.

Cosa fa particolarmente bene

L’ambizione è il punto di forza più evidente. Young collega la musica a letteratura, cinema, arti visive, paesaggio e immaginazione politica senza ridurre questi ambiti a semplice contesto decorativo. La scala rende inoltre il libro uno straordinario motore di scoperta. Anche lettori già familiari con Fairport Convention, Nick Drake e Pentangle incontreranno probabilmente registrazioni poco note, compositori o progetti culturali capaci di aprire percorsi d’ascolto completamente nuovi. Il quadro interpretativo conferisce coerenza a queste scoperte: non sono aggiunte casuali a una playlist enorme, ma frammenti di una discussione continua su tradizione, modernità e versioni visionarie della cultura nazionale. Questo rende Electric Eden una fonte di riferimento centrale anziché una raccomandazione usa e getta. Può sostenere collegamenti attraverso folk, psichedelia, festival, paesaggio, strumenti e art rock successivo senza forzare connessioni prive di significato storico.

Limiti

Una storia culturale di oltre seicento pagine richiede impegno, e chi cerca una storia concisa del folk-rock britannico può trovare la lunga preistoria sproporzionata rispetto ai propri interessi immediati. La “Gran Bretagna visionaria” di Young è inoltre un quadro interpretativo, non un sistema di classificazione neutrale. Privilegia le connessioni che servono l’argomentazione del libro, e gli specialisti di singole aree possono ragionevolmente desiderare più spazio per tradizioni alternative o controesempi. L’ampiezza cronologica comprime inevitabilmente soggetti che potrebbero sostenere libri interi. Non sono difetti eliminabili senza distruggere ciò che rende Electric Eden distintivo. Definiscono il patto: il lettore accetta una sintesi ampia e idiosincratica in cambio di connessioni e profondità storica che una breve panoramica di genere non potrebbe mai fornire.

Chi dovrebbe leggerlo?

I lettori che hanno apprezzato le sezioni britanniche di Psychedelia and Other Colours di Rob Chapman o White Bicycles di Joe Boyd troveranno qui un passaggio successivo naturale. Gli ascoltatori di Fairport Convention, Pentangle, Nick Drake e Incredible String Band ottengono un profondo contesto storico, mentre gli storici dei festival troveranno percorsi utili verso Glastonbury, Stonehenge e il rapporto fra paesaggio e cultura alternativa. Il libro è particolarmente gratificante per chi sospetta che “folk” descriva qualcosa di più della strumentazione acustica o delle vecchie canzoni. Young lo trasforma in un dibattito su memoria, luogo e immaginazione nazionale, mostrando come i musicisti usino ripetutamente il passato per inventare qualcosa che sembri nuovo.

Nota sull’edizione

Faber pubblicò per la prima volta l’opera nel 2010. Importanti edizioni tascabili seguirono nel 2011, e Faber continua a offrire il titolo, inclusa una Greatest Hits edition.

La paginazione varia tra i cataloghi britannici e statunitensi, generalmente intorno alle 664–672 pagine.

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Una normale edizione tascabile Faber attuale è la scelta predefinita più semplice; le vecchie edizioni rilegate e internazionali sono più adatte ai collezionisti che usano AbeBooks.

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