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Copertina di 'Scuse Me While I Kiss the Sky: Jimi Hendrix: Voodoo Child — David Henderson
Copertina tramite Open Library · ISBN 9780743274005
La sala di lettura · Libro 033

'Scuse Me While I Kiss the Sky: Jimi Hendrix: Voodoo Child

David Henderson

Una biografia di Hendrix con una storia editoriale quasi importante quanto la sua tesi

Prima pubblicazione1978
EditoreEdition-specific; verify retailer listing
Edizione selezionataISBN 9780743274005
'Scuse Me While I Kiss the Sky: The Life of Jimi HendrixJimi HendrixBand of GypsysJimi Hendrix Experience

Una biografia di Hendrix con una storia editoriale quasi importante quanto la sua tesi

La biografia di Hendrix scritta da David Henderson non può essere discussa responsabilmente senza chiedersi prima quale versione si abbia davanti. L’opera nacque nel 1978 come volume rilegato Jimi Hendrix: Voodoo Child of the Aquarian Age, pubblicato appena otto anni dopo la morte di Hendrix. Una successiva edizione tascabile venne rinominata 'Scuse Me While I Kiss the Sky: The Life of Jimi Hendrix e omise parte del materiale d’intervista presente nell’originale. Henderson tornò quindi al progetto per l’edizione Atria / Simon & Schuster del 2008, rivista e ampliata, intitolata 'Scuse Me While I Kiss the Sky: Jimi Hendrix: Voodoo Child. Quella versione restaurò e riunì materiale precedente integrando informazioni accumulate nei decenni intercorsi. La storia delle edizioni, quindi, non è una curiosità bibliografica. Copie differenti contengono davvero materiale diverso, e una vecchia edizione tascabile economica non è automaticamente equivalente alla versione più completa dell’opera.

Perché la prospettiva di Henderson cambia lo scaffale dedicato a Hendrix

Henderson è un poeta associato al Black Arts Movement, e questo conferisce alla sua biografia un’enfasi culturale diversa rispetto ai libri che si avvicinano a Hendrix soprattutto attraverso il rock britannico e l’eroismo chitarristico. Clapton, Townshend, i club londinesi, la Experience e lo stupore dei musicisti britannici fanno tutti parte della storia, ma ne costituiscono soltanto una parte. Hendrix era un artista nero americano i cui anni formativi da professionista si svolsero nei circuiti R&B e il cui successivo rapporto con il pubblico nero, le aspettative politiche e un mercato rock a stragrande maggioranza bianco divenne sempre più complesso. Henderson attribuisce a questa tensione un peso insolito. La biografia invita quindi ad ascoltare Hendrix non come un’anomalia americana convalidata dal gusto britannico, ma come un musicista che si muoveva attraverso sistemi culturali neri e bianchi sovrapposti. Questa impostazione rende il libro un contrappunto particolarmente utile alle storie incentrate sulla chitarra, nelle quali la razza rischia di ridursi a poco più di una frase sulle influenze blues.

Il vantaggio e il limite di scrivere vicino agli eventi

La data di pubblicazione del 1978 offre a Henderson una distanza storica che i biografi successivi non possono ricreare. Hendrix era morto da appena otto anni, molti partecipanti erano ancora vivi e i loro ricordi non erano ancora passati attraverso un altro mezzo secolo di documentari, ristampe, dispute legali e narrazioni ripetute. Quella vicinanza può preservare atmosfera e testimonianze che in seguito scompaiono. Porta però con sé limiti evidenti. Gli archivi erano meno sviluppati, le registrazioni inedite più difficili da valutare e molte contraddizioni che la ricerca successiva avrebbe potuto esaminare non erano ancora visibili. La revisione del 2008 è preziosa proprio perché Henderson ebbe la rara possibilità di combinare queste due distanze: una prima generazione di testimonianze raccolte relativamente vicino alla vita di Hendrix e decenni di informazioni successive capaci di correggere, ampliare o complicare ciò che l’edizione originale poteva sapere.

Lasciare un po’ di spazio a Hendrix per parlare in prima persona

Le descrizioni editoriali dell’edizione del 2008 sottolineano il ripristino di un ampio materiale d’intervista a Hendrix che era presente nell’originaria edizione rilegata ma era stato omesso nella tradizione delle successive edizioni tascabili. È un elemento importante perché Hendrix venne mitizzato quasi immediatamente dalle persone che lo circondavano. Lo ricordavano i manager, lo ricordavano i musicisti, lo ricordavano le amanti, lo ricordavano i giornalisti, mentre i fan costruivano nuove versioni a partire da fotografie, bootleg e aneddoti. Ripristinare le parole di Hendrix non elimina l’interpretazione, perché anche le interviste sono performance modellate dal contesto, ma impedisce che il soggetto venga completamente fatto parlare per bocca dei sopravvissuti. L’approccio stratificato di Henderson offre quindi al lettore più tipi di testimonianza contemporaneamente: interviste iniziali, ricordi successivi e l’argomentazione culturale dell’autore. Il valore sta nel mantenere queste forme distinte anziché fingere che ogni voce abbia la stessa autorità.

Musica, razza e politica alla fine degli anni Sessanta

Alla fine degli anni Sessanta la fama di Hendrix esisteva dentro Stati Uniti segnati dalle lotte per i diritti civili, dalle rivolte urbane, dagli assassinii politici, dalla guerra del Vietnam e dall’ascesa della politica del Black Power. Il suo pubblico rock in larga parte bianco complicava il modo in cui comunità differenti lo interpretavano. Era un artista nero che lavorava in un mercato che etichettava la sua musica come rock? Un musicista le cui ambizioni superavano le categorie razzializzate dei generi? Una figura pubblica dalla quale ci si aspettava un allineamento visibile ai movimenti politici? Un ex sideman R&B che il management britannico aveva contribuito a trasformare in una star psichedelica internazionale? Henderson non riduce queste domande a un’unica risposta, e questa incertezza è parte del valore del libro. La carriera di Hendrix mostra quanto rapidamente un artista possa diventare un oggetto simbolico sul quale il pubblico proietta richieste in competizione. Per RetroForge, questo materiale mantiene la biografia connessa al mondo sociale che ha modellato la musica, invece di lasciare che la politica scompaia dietro le regolazioni degli amplificatori.

La storia della morte cambia man mano che si accumulano le prove

Le circostanze della morte di Hendrix generarono speculazioni quasi immediatamente e continuarono per decenni ad attirare nuove testimonianze, argomentazioni legali e interpretazioni concorrenti. L’edizione del 2008 incorpora materiale che non era disponibile o era difficile da ottenere quando Henderson scrisse originariamente la biografia, rendendola più informata rispetto alla tradizione delle precedenti edizioni tascabili. Questo non significa che il mistero sia stato risolto dal semplice trascorrere del tempo. Le testimonianze successive possono comunque essere incoerenti, la memoria cambia e l’interesse personale non scompare solo perché un testimone parla decenni dopo un evento. Una pagina RetroForge responsabile dovrebbe quindi descrivere l’edizione successiva come ampliata da nuove prove, non pubblicizzarla come una rivelazione finale. La distinzione è importante perché le biografie riviste possono creare l’illusione che ogni pagina aggiunta rappresenti una verità ormai stabilita. Nella storia di Hendrix, il nuovo materiale è prezioso proprio perché può complicare certezze precedenti.

Perché l’edizione del 2008 è quella che la maggior parte dei lettori dovrebbe cercare

L’edizione rivista Atria / Simon & Schuster viene indicata intorno alle 449 pagine, ma la sua importanza non risiede nello spessore aggiuntivo. Ripristina materiale perduto nella tradizione tascabile e integra decenni di ricerca successiva, rendendola una versione di lettura decisamente più interessante a meno che l’acquirente non desideri specificamente un oggetto storico precedente. È esattamente il tipo di caso in cui la struttura degli affiliati dovrebbe svolgere un servizio editoriale. Due inserzioni dell’usato possono presentare titoli riconoscibilmente simili pur contenendo testi significativamente differenti. RetroForge dovrebbe quindi identificare chiaramente l’edizione rivista e ampliata del 2008, mentre AbeBooks può far emergere l’edizione rilegata del 1978 o le vecchie tascabili per i collezionisti che comprendono ciò che stanno scegliendo. L’integrità dell’edizione fa parte della raccomandazione, non è un dettaglio tecnico da nascondere sotto il pulsante.

Cosa fa particolarmente bene

Henderson offre a Hendrix un contesto culturale e razziale che molte biografie incentrate sulla chitarra tendono a sottovalutare, e l’insolita storia editoriale del libro aggiunge un ulteriore livello di valore. La versione del 2008 conserva un consistente corpus di materiale d’intervista, inclusa la voce dello stesso Hendrix, mantenendo testimonianze raccolte relativamente vicino alla sua morte e incorporando al tempo stesso informazioni successive. Il retroterra letterario di Henderson produce inoltre una tessitura diversa da quella di una biografia cronologica asciutta. Lo stile non piacerà a tutti, ma rafforza l’idea che Hendrix appartenga a una storia culturale più ampia, fatta di identità artistica nera, poesia, politica e sconvolgimenti della fine degli anni Sessanta. Come seconda biografia dopo Cross è particolarmente efficace, perché le differenze di enfasi mostrano quanto la stessa vita possa cambiare quando cambiano le domande dello storico.

Limiti

La complicata storia editoriale può confondere i lettori, e le recensioni di una determinata edizione non costituiscono automaticamente una guida affidabile per un’altra, perché il materiale è stato omesso, ripristinato e ampliato nelle varie versioni. Lo stile di Henderson è inoltre più ampio e letterario di quanto possano preferire i lettori in cerca di una cronologia fattuale concisa. Soprattutto, il materiale sugli ultimi anni e sulla morte richiede ancora un attento esame delle fonti. Un’edizione rivista può incorporare testimonianze successive senza trasformare ricordi controversi in certezze. Questa è una grande biografia di Hendrix, ma non autorizza a smettere di verificare. La pratica di lettura più solida resta comparativa: usare Henderson accanto a Cross e Murray, lasciando che biografia, critica e storia delle fonti illuminino aspetti differenti della stessa figura.

Chi dovrebbe leggerlo?

I lettori che desiderano una biografia di Hendrix attenta al contesto culturale nero e alle testimonianze dirette dovrebbero collocare l’edizione del 2008 molto in alto nella lista. Funziona particolarmente bene dopo Room Full of Mirrors, perché Cross e Henderson affrontano la stessa vita da direzioni nettamente diverse, mentre Crosstown Traffic amplia poi la discussione dalla biografia alla critica culturale. I collezionisti hanno un motivo ulteriore per interessarsene, perché il titolo precedente e la storia delle edizioni tascabili rendono l’identificazione dell’edizione insolitamente significativa. Per il lettore comune, tuttavia, la raccomandazione è semplice: cercare il testo ampliato del 2008, salvo esista un motivo storico specifico per scegliere una copia precedente.

Trova una copia

Per la lettura, dare priorità all’edizione Atria/Simon & Schuster del 2008, rivista e ampliata. Le vecchie edizioni tascabili possono omettere materiale presente nell’originaria edizione rilegata e successivamente ripristinato.

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