Vai al contenuto
Copertina di The Birth of Loud: Leo Fender, Les Paul, and the Guitar-Pioneering Rivalry That Shaped Rock 'n' Roll — Ian S. Port
Copertina tramite Open Library · ISBN 9781501141737
La sala di lettura · Libro 077

The Birth of Loud: Leo Fender, Les Paul, and the Guitar-Pioneering Rivalry That Shaped Rock 'n' Roll

Ian S. Port

Due uomini molto diversi diventano la scorciatoia per due famiglie di chitarre che il rock non smette mai di confrontare

Prima pubblicazione2019
EditoreScribner
Edizione selezionataISBN 9781501141737
352 pagineLeo FenderLes PaulTed McCarty

Due uomini molto diversi diventano la scorciatoia per due famiglie di chitarre che il rock non smette mai di confrontare

Ian S. Port possiede in The Birth of Loud un motore narrativo insolitamente forte. Leo Fender e Les Paul avrebbero difficilmente potuto affrontare la chitarra elettrica da posizioni più diverse. Fender era un riservato tecnico elettronico e produttore californiano, non noto principalmente come chitarrista da performance; Les Paul era un virtuoso, entertainer e innovatore della registrazione il cui nome godeva già di riconoscimento pubblico. I loro nomi finirono per essere legati a due famiglie dominanti di chitarre solid-body americane, creando l’apparenza di un duello personale benché la rivalità storica reale coinvolgesse aziende, collaboratori, endorsement, mercati e musicisti tanto quanto i due individui.

Pubblicato da Scribner nel gennaio 2019, il libro trasforma lo sviluppo della chitarra elettrica in doppia biografia e storia industriale. Il sottotitolo usa la parola “rivalry”, ma la storia più profonda di Port è più interessante: idee diverse su produzione, performance, prestigio e usabilità competevano per il significato culturale, e furono infine i musicisti a decidere cosa quei design sarebbero diventati.

Leo Fender risolve problemi rendendo lo strumento più facile da produrre e riparare

Clarence Leonidas “Leo” Fender proveniva dall’elettronica e dalla riparazione radio, non dalla liuteria tradizionale, cosa che gli permise di avvicinarsi alla costruzione della chitarra senza essere vincolato da tutte le supposizioni che circondavano gli strumenti intagliati. La famiglia Esquire/Broadcaster/Telecaster riflette quel background attraverso manici avvitati, corpi solid, parti sostituibili e una logica produttiva che rendeva fabbricazione e riparazione relativamente semplici.

Ciò che poteva sembrare grezzo accanto a una Gibson tradizionale divenne un vantaggio straordinario nell’uso. I musicisti country sfruttarono l’attacco, bluesman e rocker trovarono potenza e chiarezza, e i chitarristi professionisti scoprirono uno strumento capace di sopportare veri abusi da lavoro. Il pensiero industriale di Fender divenne quindi cultura musicale. Port è particolarmente bravo a mostrare che design elegante non deve significare design ornato. A volte lo strumento più rivoluzionario è quello che si comporta come un attrezzo affidabile.

Les Paul porta nella storia celebrità, performance e innovazione della registrazione

Les Paul sperimentava suono, design della chitarra e tecnologia di registrazione molto prima che Gibson mettesse il suo nome su un solid body di produzione. Il celebre progetto “Log” mostrava una strada verso la riduzione del feedback e l’aumento del sustain, mentre il suo lavoro pionieristico con overdub e registrazione multitraccia rese la tecnologia parte della sua identità artistica.

Il modello Gibson Les Paul emerse infine da più forze contemporaneamente: la necessità dell’azienda di rispondere al successo commerciale Fender, lo sviluppo prodotto dell’era Ted McCarty, le idee e la celebrità di Les Paul e il desiderio di mantenere l’associazione Gibson con una manifattura di fascia alta. Questa complessità conta perché i nomi celebri degli strumenti incoraggiano il mito dell’inventore solitario. La chitarra è associata a Les Paul per valide ragioni storiche, ma l’oggetto commerciale finito appartiene a una rete più ampia di progettisti, dirigenti, operai di fabbrica e pressioni di mercato.

La Telecaster crea un nuovo tipo di strumento professionale

La storia dei nomi da Esquire a Broadcaster fino a Telecaster rivela quanto rapidamente si stesse sviluppando il mercato. Complicazioni legate ai marchi modificarono l’etichetta, mentre ai musicisti interessava soprattutto che la chitarra funzionasse. La costruzione relativamente semplice, l’attacco deciso e l’adattabilità ne fecero uno dei design solid-body fondamentali.

La successiva storia musicale dimostra perché Port abbia bisogno dei musicisti dentro una storia d’invenzione. Una Telecaster può diventare twang country, macchina blues, strumento ritmico rock o attrezzo punk a seconda di chi la impugna. Keith Richards trasformò poi una Telecaster nel cuore di un linguaggio open-G a cinque corde che Leo Fender non avrebbe mai potuto pianificare. Un prodotto flessibile sopravvive perché gli utenti scoprono ripetutamente finalità oltre il marketing originale.

Gibson risponde al modernismo industriale con il prestigio dell’intaglio

La Gibson Les Paul offriva una proposta visiva e fisica diversa. Top bombato, manico incollato e un linguaggio costruttivo più tradizionale permettevano a Gibson di portare il prestigio dei propri strumenti precedenti nell’era solid-body. La finitura Goldtop e i successivi pickup humbucking rafforzarono una sensazione di sostanza e sustain che divenne parte della mitologia del modello.

Il contrasto con Fender si irrigidì infine in una scorciatoia culturale: funzionalismo californiano contro tradizione intagliata, praticità bolt-on contro lusso set-neck. Gli stereotipi contengono un po’ di verità e molta semplificazione. I musicisti usarono immediatamente entrambe le chitarre in modi che le categorie di marketing non potevano contenere. La narrazione di Port funziona perché cultura aziendale e personalità dello strumento possono essere confrontate senza fingere che una chitarra si comporti come il ritratto psicologico del suo progettista.

La Stratocaster sposta di nuovo il mercato

La risposta di Fender al mercato in rapidissimo sviluppo non fu fermarsi alla Telecaster. La Stratocaster introdusse contorni del corpo, tre pickup e un sistema vibrato dentro una delle silhouette più longeve del design industriale. Buddy Holly contribuì a portare lo strumento davanti al grande pubblico; la surf guitar stabilì un altro rapporto con la sua chiarezza e il vibrato; Hendrix trasformò poi la Strat in simbolo di rock psichedelico e sperimentazione sonora.

La storia dello strumento dimostra una delle lezioni ricorrenti del libro: i produttori lanciano prodotti, ma i musicisti ne determinano la vita successiva. La Stratocaster avrebbe potuto restare uno dei molti intelligenti design degli anni Cinquanta. L’uso ripetuto da parte di artisti appartenenti a generi in mutamento la rese permanente.

Clapton contribuisce a salvare una chitarra obsoleta

L’uso di una Les Paul sunburst da parte di Eric Clapton con i Bluesbreakers di John Mayall divenne un grande punto di svolta nella successiva reputazione della chitarra. La combinazione fra humbucker Gibson e amplificazione Marshall sovraccarica contribuì a definire il timbro blues-rock britannico spesso e sostenuto che i chitarristi inseguirono rapidamente. Le vecchie Les Paul Standard divennero desiderabili benché la versione originale fosse già scomparsa dalla normale linea Gibson.

Questa inversione è centrale nel moderno mercato vintage. I musicisti scoprono un suono in attrezzature obsolete, cresce la domanda per il vecchio oggetto e i produttori finiscono per ricreare ciò che avevano precedentemente superato. La nostalgia diventa una forma di sviluppo prodotto. La cronologia di Port chiarisce che il mercato non sa sempre quale design la storia dichiarerà in seguito essenziale.

Hendrix dimostra che l’inventore non possiede mai le conseguenze

Il rapporto di Hendrix con la Stratocaster spinse lo strumento in un territorio che nessun progettista avrebbe potuto sceneggiare. Usava comunemente chitarre destre riaccordate per un mancino, facendo della silhouette rovesciata parte della sua identità visiva. Ancora più importante, fuzz, wah, feedback e amplificazione Marshall trasformarono la chitarra in un componente di un sistema elettrico più ampio.

Port usa musicisti come Hendrix per impedire alla storia del design di diventare una storia da consiglio d’amministrazione. Leo Fender creò l’hardware; Hendrix scoprì un altro mondo musicale dentro e attorno ad esso. L’innovazione continua quindi dopo che il prodotto viene venduto. Gli strumenti più influenti sono spesso quelli i cui utenti rivelano ripetutamente capacità che i produttori non avevano previsto.

La rivalità dipende da persone oltre i nomi sulle palette

Ted McCarty alla Gibson, George Fullerton alla Fender, Paul Bigsby, il progettista di pickup Seth Lover, operai, rivenditori e musicisti complicano tutti la cornice dei due uomini. Port è stato lodato per aver corretto storie troppo ordinate sulle origini della chitarra e per aver restituito figure il cui contributo è facile perdere dietro la mitologia dei marchi.

Questo conta perché le storie dell’invenzione scivolano quasi sempre verso individui eroici. Gli strumenti commerciali sono prodotti collaborativi. Una persona può fornire un concetto centrale, ma ingegneria, attrezzature produttive, fabbricazione, vendite e feedback dei musicisti modellano tutti l’oggetto che arriva nelle mani degli utenti. RetroForge dovrebbe preservare questa rete ogni volta che i fatti del libro migrano nelle pagine sugli strumenti, invece di ridurre ogni design alla firma sulla paletta.

L’America del dopoguerra è il terzo protagonista

La cornice culturale del libro conta quasi quanto le biografie. La produzione di beni di consumo si espandeva, gli adolescenti diventavano una potente categoria commerciale, la televisione diffondeva immagini musicali e automobili, elettrodomestici e strumenti partecipavano tutti a una cultura affascinata dal design moderno. La chitarra elettrica solid-body appartiene pienamente a quel paesaggio industriale.

La sua doppia identità è particolarmente rivelatrice. Una chitarra può essere prodotta in migliaia di esemplari e allo stesso tempo essere trattata dal musicista come una compagna unica e dotata di personalità. Merce e intimità coesistono senza annullarsi. Questa contraddizione aiuta a spiegare perché i marchi chitarristici ispirino una fedeltà così straordinaria: l’oggetto è abbastanza industriale da essere ampiamente disponibile e abbastanza personale da sembrare singolare una volta usurato, modificato e suonato.

La storia editoriale è semplice quando le date dei formati vengono separate

I metadata di prima pubblicazione Scribner indicano 15 January 2019 per la fase hardcover/eBook, mentre l’attuale trade paperback è datato 19 November 2019, ISBN 9781501141737, a 352 pagine. RetroForge non dovrebbe quindi descrivere la data di novembre del paperback come prima pubblicazione soltanto perché quella è l’edizione collegata tramite una card affiliata.

La distinzione è piccola ed è esattamente il tipo di dettaglio minore che l’integrità delle edizioni deve preservare. Una singola opera può avere più date di prodotto senza trasformarsi in più libri diversi.

Cosa fa particolarmente bene

La narrazione è il punto di forza decisivo. La struttura a doppia biografia rende umano il cambiamento tecnologico, mentre Port spiega suono e ingegneria con chiarezza senza richiedere al lettore di comprendere i circuiti. Il libro corregge inoltre diversi miti familiari sulle origini e dimostra ripetutamente come musicisti quali Muddy Waters, Buddy Holly, Clapton e Hendrix abbiano trasformato ciò che i produttori avevano costruito.

La cornice culturale del dopoguerra impedisce alla storia di collassare nel fandom dei marchi. La chitarra appartiene all’industria dei consumi, al design e alla cultura giovanile tanto quanto alla tecnica musicale, rendendo The Birth of Loud un complemento focalizzato al panorama molto più ampio di Play It Loud.

Limiti

La cornice Fender-versus-Les-Paul spinge necessariamente Rickenbacker, Gretsch e i successivi produttori giapponesi verso i margini, mentre la parola “rivalry” può suggerire un duello personale più diretto di quanto giustifichi la reale complessità industriale. La narrazione raggiunge inoltre il suo punto finale simbolico attorno alla fine degli anni Sessanta invece di seguire la produzione di chitarre attraverso ogni sviluppo successivo.

Questi limiti derivano dalla focalizzazione. I lettori che vogliono il campo più ampio dovrebbero usare Play It Loud prima o dopo; chi cerca una storia intima dell’artigianato della chitarra acustica dovrebbe passare a Tim Brookes. Il valore di Port sta nel rendere insolitamente vivido un fondamentale confronto progettuale.

Chi dovrebbe leggerlo?

Chiunque possieda una Telecaster, Stratocaster o Les Paul e non si sia mai chiesto seriamente perché l’oggetto abbia proprio quella forma dovrebbe trovare questo libro immediatamente gratificante. Funziona particolarmente bene dopo Play It Loud, quando la storia generale ha stabilito il terreno e il lettore è pronto a trascorrere molto più tempo nell’asse Fender/Gibson.

Trova una copia

L’attuale trade paperback Scribner è una sensata copia da lettura; gli hardback di prima edizione non sono necessari a meno che non si collezioni.

Continua a esplorare

Prosegui nel grafo della conoscenza RetroForge

Percorsi curati verso persone, dischi, eventi e idee che ampliano il contesto musicale.