L’underground occulto degli anni Sessanta, dove il flower power incontra atmosfere molto più inquietanti
Turn Off Your Mind di Gary Lachman esplora una zona degli anni Sessanta che le storie convenzionali del rock spesso lasciano dispersa ai margini: tarocchi sulle copertine, misticismo orientale, Aleister Crowley sullo sfondo culturale, credenze sugli UFO, magia cerimoniale e musicisti che parlano di espansione della coscienza. Lachman riunisce questi elementi in una storia molto più ampia delle idee occulte, mistiche, esoteriche e spirituali alternative che attraversarono la controcultura fino a entrare nella cultura di massa. Compaiono i Beatles, i Rolling Stones e Timothy Leary, ma condividono lo stesso paesaggio con la Teosofia, Anton LaVey, Carlos Castaneda, la Process Church, nuovi movimenti religiosi e le correnti psicologiche più oscure associate alla fine del decennio. Il risultato non è principalmente un libro di musica, ed è proprio per questo che merita un posto nella Reading Room: spiega un vocabolario culturale che ricorre continuamente nella musica senza essere stato creato dalla musica stessa.
Perché le idee esoteriche iniziarono improvvisamente a sembrare mainstream
Gli anni Sessanta non inventarono l’esoterismo occidentale. Astrologia, spiritualismo, magia cerimoniale, Teosofia e idee importate o adattate dalle religioni asiatiche avevano tutte storie molto più lunghe. Ciò che cambiò fu la velocità e la visibilità con cui queste idee iniziarono a circolare tra giovani insoddisfatti delle istituzioni convenzionali. Concetti un tempo incontrati soprattutto attraverso società specialistiche, librerie occulte o pubblicazioni marginali cominciarono a comparire in tascabili di grande diffusione, giornali underground, film, copertine di dischi e interviste a musicisti popolari. Le droghe psichedeliche intensificarono questa circolazione, perché esperienze descritte come mistiche o dissolutive dell’ego spinsero alcuni utilizzatori a cercare nelle tradizioni più antiche un linguaggio capace di spiegarle. Lachman si interessa all’intero spettro che ne derivò, dalla ricerca spirituale seria all’opportunismo, dalla confusione intellettuale ai movimenti manipolatori. È una gamma importante, perché «alternativo» non significava automaticamente illuminato, innocuo o emancipatorio.
Da Huxley e Leary a un’ideologia pubblica della coscienza
The Doors of Perception di Aldous Huxley contribuì a stabilire un quadro intellettuale e letterario per gli stati alterati di coscienza prima che l’LSD diventasse un fenomeno di massa. Timothy Leary trasformò in seguito il tema in qualcosa di molto più pubblico, passando da psicologo di Harvard a celebrità della controcultura e sostenitore della coscienza psichedelica. Lachman utilizza figure come queste per seguire una transizione cruciale: la sperimentazione privata o controllata poteva diventare ideologia quando gli stati alterati venivano collegati alla trasformazione sociale. A quel punto spiritualità personale, psicologia, politica e cultura popolare iniziarono a sovrapporsi in modi instabili. Il cambiamento aiuta a spiegare perché riferimenti apparentemente oscuri alla filosofia orientale, all’astrologia, alla coscienza cosmica, all’immaginario tibetano o al simbolismo occulto divennero comprensibili a un vasto pubblico giovanile. I musicisti non stavano inventando un codice privato per collezionisti di album: attingevano a idee che circolavano in un mercato delle credenze molto più ampio.
I Beatles, gli Stones e il pericolo di trattare ogni simbolo strano come se significasse la stessa cosa
La storia del rock tende spesso a comprimere forme molto diverse di interesse spirituale e occulto in un’unica foschia psichedelica. Il rapporto dei Beatles con Maharishi Mahesh Yogi è l’esempio più evidente di musicisti rock che si confrontano pubblicamente con un maestro spirituale orientale, mentre l’immaginario più oscuro dei Rolling Stones e il titolo Their Satanic Majesties Request alimentarono un diverso gusto per l’allusione occulta e la provocazione. Parte del valore di Lachman sta proprio nel mantenere distinti esempi di questo tipo. L’interesse per la religione indiana non equivale alla magia cerimoniale, e un’immagine satanica su una copertina non dimostra che un musicista appartenesse a un ordine occulto. Misticismo, esotismo commerciale, esperienza psichedelica e immagini deliberatamente trasgressive potevano sovrapporsi senza diventare la stessa cosa. Per RetroForge questa distinzione è editorialmente preziosa, perché la mitologia rock ha una lunga abitudine a trasformare ogni fotografia o simbolo misterioso nella prova di una cospirazione immaginaria. La storia culturale documentata è molto più ricca di questa scorciatoia.
Quando l’Era dell’Acquario acquistò un lato oscuro
Il sottotitolo, The Mystic Sixties and the Dark Side of the Age of Aquarius, chiarisce che Lachman non sta scrivendo una celebrazione lineare della liberazione spirituale. Alla fine del decennio, l’atmosfera intorno alla controcultura era cambiata drasticamente. Charles Manson e i suoi seguaci rimasero legati in modo permanente alla memoria pubblica della cultura hippie, mentre leader carismatici e imprenditori dell’occulto trovarono un pubblico ricettivo tra persone che cercavano attivamente alternative all’autorità convenzionale. Alcuni movimenti divennero manipolatori o abusivi, e la retorica dell’espansione della coscienza poteva convivere con credulità e pensiero magico. L’argomento di Lachman non è che il misticismo abbia in qualche modo causato la violenza associata alla fine degli anni Sessanta. Significherebbe soltanto sostituire una mitologia con un’altra. Il punto più interessante è che l’apertura culturale crea possibilità in più direzioni contemporaneamente: la sperimentazione può produrre intuizioni, ma può anche ridurre la resistenza a sistemi dubbi e certezze carismatiche.
Perché il testo Dedalus ampliato conta
La storia editoriale modifica sostanzialmente la raccomandazione. Il libro originale di Sidgwick & Jackson uscì nel 2001 con circa 430 pagine. La bibliografia dello stesso Lachman data al 2009 il testo Dedalus rivisto e ampliato, anche se i cataloghi riportano anche stampe del 2010; RetroForge dovrebbe quindi legare l’anno all’esatta edizione fisica invece di appiattire questi dati in un’unica voce. Un’attuale edizione Dedalus rivista è apparsa nel 2022, con cataloghi prodotto che variano approssimativamente tra 546 e 564 pagine. Il materiale ampliato si spinge più a fondo in argomenti che includono Carlos Castaneda, Charles Sobhraj, Ira Einhorn, l’interesse della CIA per l’ESP e le credenze millenaristiche. I collezionisti dell’edizione originale possono ancora preferire il volume del 2001, ma chi è interessato soprattutto allo sviluppo più completo dell’argomentazione di Lachman dovrebbe partire dal successivo testo Dedalus.
Cosa fa particolarmente bene
Il suo maggiore punto di forza è il tessuto connettivo. Un testo di canzone, un poster, una copertina o una citazione d’intervista che sembrano eccentricità isolate dell’epoca possono acquistare molto più senso quando il lettore comprende il vocabolario spirituale e occulto che circolava intorno a essi. Lachman affronta inoltre l’argomento da un retroterra insolito: prima di diventare scrittore a tempo pieno era stato Gary Valentine, uno dei primi membri dei Blondie, il che gli offre un legame personale con la successiva cultura musicale accanto al suo interesse di lunga data per l’esoterismo. Soprattutto, il libro non attribuisce una superiorità morale automatica a tutto ciò che viene definito mistico, anti-establishment o alternativo. La disponibilità a esaminare manipolazione e irrazionalità accanto alla curiosità autentica impedisce alla storia di diventare sia una celebrazione della controcultura sia una derisione di chi cercava forme diverse di significato.
Limiti
La rete di connessioni può diventare travolgente. Un movimento conduce a un’altra figura, che apre un’altra diramazione, e l’effetto cumulativo può assomigliare più a una vetrina di insoliti artefatti culturali che a una singola tesi lineare. Il lettore deve inoltre distinguere associazione e causalità. Il fatto che due idee circolassero in reti controculturali adiacenti non dimostra che una abbia prodotto l’altra, e un libro interessato ai legami simbolici e intellettuali invita inevitabilmente a salti interpretativi che vanno gestiti con cautela. La musica, inoltre, è soltanto una parte dell’argomento. Chi cerca una storia centrata sui dischi psichedelici, sulle band e sulla cultura visiva potrebbe trovare lunghi tratti lontani da album e studi di registrazione. È per questo che Turn Off Your Mind funziona meglio accanto a Psychedelia and Other Colours di Rob Chapman, non come suo sostituto.
Chi dovrebbe leggerlo?
È un libro per lettori che continuano a incontrare riferimenti mistici o occulti nella musica degli anni Sessanta e vogliono capire il bacino culturale da cui provengono. È particolarmente utile per comprendere la svolta spirituale dei Beatles, l’immaginario più cupo del rock di fine anni Sessanta, la religiosità psichedelica e il processo più ampio attraverso cui idee marginali possono improvvisamente diventare linguaggio della cultura di massa. È meno adatto come prima storia generale del decennio, perché il suo punto di vista è volutamente specialistico. Letto dopo una storia culturale più ampia, però, rivela quanto dell’immaginario e della retorica del periodo provenisse da correnti intellettuali e spirituali che la normale cronologia rock tende a citare soltanto quando incrociano il percorso di un musicista famoso.
Trova una copia
Per i lettori comuni, conviene privilegiare il testo Dedalus ampliato invece di presumere che la più breve edizione del 2001 sia quella definitiva.
