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Copertina di Acid Dreams: The Complete Social History of LSD — Martin A. Lee and Bruce Shlain
Copertina tramite Open Library · ISBN 9780802130624
La sala di lettura · Libro 022

Acid Dreams: The Complete Social History of LSD

Martin A. Lee and Bruce Shlain

La storia dell’LSD prima che diventasse parte della scenografia del rock psichedelico

Prima pubblicazione1985
EditoreGrove Press / Grove Atlantic
Edizione selezionataISBN 9780802130624
1992Albert HofmannTimothy LearyKen Kesey

La storia dell’LSD prima che diventasse parte della scenografia del rock psichedelico

Quando la storia della psichedelia viene raccontata soprattutto attraverso i dischi, l’LSD può sembrare comparire quasi da un giorno all’altro intorno al 1966: le canzoni si allungano, proliferano i light show, San Francisco diventa un simbolo nazionale e la sostanza sembra soltanto un altro accessorio della cultura giovanile. Martin A. Lee e Bruce Shlain iniziano Acid Dreams molto prima, nei laboratori, nella ricerca psichiatrica e nelle istituzioni della Guerra fredda. Seguono l’LSD dalla sperimentazione scientifica e terapeutica ai programmi d’intelligence, alle reti private dei primi utilizzatori e infine alla controcultura, dove una sostanza un tempo studiata da governi e clinici divenne un emblema della gioventù anti-establishment. Questo strano rovesciamento dà al libro la sua forza organizzativa. Non è semplicemente la storia di una droga né un catalogo di consumatori famosi. È una storia del sapere e del controllo che passano tra istituzioni, sottoculture e pubblico di massa, cambiando significato a ogni tappa.

Prima degli hippie c’erano laboratori e reti professionali

L’LSD fu sintetizzato dal chimico svizzero Albert Hofmann nel 1938 e i suoi effetti psicoattivi divennero evidenti nel 1943. Negli anni successivi, ricercatori ne studiarono le possibili applicazioni psichiatriche e terapeutiche, il che significa che la sostanza circolava in reti professionali molto prima di essere identificata con gli hippie o con la musica rock. Questa cronologia è importante perché la successiva retorica controculturale poteva far sembrare gli psichedelici qualcosa arrivato dall’esterno della società rispettabile per sfidarla. Acid Dreams mostra una realtà molto più strana. Scienziati, psichiatri, ricercatori militari, agenzie d’intelligence e appassionati privati ben introdotti parteciparono tutti alla prima fase della storia. Ripristinando queste origini istituzionali, Lee e Shlain fanno apparire la successiva ribellione culturale meno come la scoperta di una sostanza totalmente aliena e più come una migrazione imprevedibile da ambienti controllati verso comunità che le attribuirono scopi radicalmente differenti.

La CIA e il lato inquietante della storia psichedelica

I timori della Guerra fredda legati all’interrogatorio, alla manipolazione del comportamento e alla guerra psicologica spinsero le agenzie d’intelligence statunitensi verso l’LSD e ricerche correlate. I programmi associati a MKULTRA comprendevano esperimenti in cui i soggetti non sempre fornivano un consenso consapevole, collocando alcuni degli episodi più disturbanti del libro molto lontano dall’immaginario colorato in seguito associato agli anni Sessanta. Lee e Shlain attinsero a documenti governativi e a materiale reso disponibile tramite procedure di Freedom of Information, contribuendo a trasformare la storia segreta dello Stato in una narrazione accessibile ai lettori comuni. Questo contributo resta centrale nella reputazione del libro, ma anche la sua età deve rimanere visibile. Il successivo lavoro archivistico e la ricerca accademica hanno continuato a perfezionare la ricostruzione. Acid Dreams è quindi una fondamentale storia popolare dell’argomento, non l’ultima parola documentaria su ogni programma d’intelligence, e RetroForge dovrebbe conservare questa distinzione invece di trasformare una sintesi vivida in una fonte primaria incontestabile.

Dagli esperimenti controllati a una cultura che nessuno controllava

Quando gli psichedelici uscirono dagli ambienti specialistici, il cast si allargò drasticamente. Aldous Huxley, Timothy Leary, Richard Alpert, Ken Kesey, i Merry Pranksters, Allen Ginsberg, Owsley Stanley, i Diggers e i radicali politici compaiono tutti, ma non sono d’accordo su cosa significhi l’esperienza psichedelica. Leary la inquadrò dapprima attraverso la psicologia e poi attraverso una trasformazione spirituale e culturale; Kesey e i Pranksters si spinsero verso eventi multimediali comunitari; gli attivisti politici potevano considerare gli stati alterati tanto una via verso il cambiamento quanto una distrazione dall’organizzazione concreta. La droga divenne quindi un argomento di discussione quanto una sostanza. A seconda di chi parlava, l’LSD poteva essere strumento terapeutico, catalizzatore spirituale, solvente sociale, strumento di laboratorio, distrazione politica, intossicante pericoloso o arma governativa. Lee e Shlain sono più utili quando lasciano scontrare questi significati invece di fingere che la controcultura possedesse una dottrina psichedelica unitaria.

Gli Acid Tests collegano la storia istituzionale alla storia della musica

Gli Acid Tests portano il libro direttamente nel territorio di RetroForge, perché i Grateful Dead divennero strettamente associati a eventi in cui improvvisazione amplificata, impianti audio, proiezioni, luci, nastro e esperienza psichedelica si fondevano in ambienti con pochi confini da concerto tradizionale. Da quel momento il rapporto tra LSD e musica divenne impossibile da ignorare. La cultura delle ballroom di San Francisco, la psichedelia britannica, la sperimentazione in studio e il design degli album assorbirono tutti la fascinazione del periodo per la percezione alterata. Acid Dreams è però altrettanto prezioso perché impedisce di ridurre chimicamente la musica. I musicisti reagivano anche al jazz, alla musica indiana, all’arte visiva, alla composizione elettronica, alle nuove tecnologie di registrazione e a una cultura giovanile in trasformazione. L’LSD appartiene alla spiegazione storica, ma non decodifica ogni disco psichedelico. Trattarlo come una chiave universale significherebbe sostituire la storia culturale con un altro mito semplicistico.

Perché la revisione Grove del 1992 è l’edizione pratica

Il libro originale del 1985 apparve come Acid Dreams: The CIA, LSD, and the Sixties Rebellion. L’edizione Grove rivista del 1992 porta il titolo ampliato The Complete Social History of LSD: The CIA, the Sixties, and Beyond e comprende una nuova introduzione di Andrei Codrescu più una postfazione di Lee e Shlain. Grove Atlantic continua a catalogare quel paperback rivisto, indicando un’edizione fisica di 384 pagine con ISBN 978-0-8021-3062-4. Per un lettore generale è la versione più sensata da cercare, perché rappresenta il successivo inquadramento degli autori invece della sola prima apparizione del libro. I collezionisti possono comunque preferire un’edizione originale, ma RetroForge dovrebbe rendere esplicita questa scelta anziché lasciare che inserzioni con titoli simili confondano la storia editoriale.

Cosa fa particolarmente bene

La grande intuizione strutturale del libro è il collegamento tra storie che un tempo sembravano incompatibili: ricerca dello Stato segreto e ribellione controculturale. Questo ponte conta più di qualunque singolo aneddoto perché spiega come l’LSD potesse acquisire significati radicalmente diversi durante il suo viaggio. Gli autori resistono inoltre alla tentazione di ridurre l’intero argomento a Timothy Leary. Reti sociali, istituzioni e comunità diventano il vero meccanismo della storia, portando il lettore dagli ambienti di ricerca agli Acid Tests, a Haight-Ashbury e al conflitto politico. Per RetroForge, questo rende Acid Dreams un materiale di contesto insolitamente prezioso. Spiega perché la sostanza compaia intorno a musica, festival e cultura underground senza fingere che quelle scene musicali possano essere comprese soltanto attraverso le droghe.

Limiti

L’orizzonte storico del libro è il limite più evidente. Scritto negli anni Ottanta e rivisto nel 1992, precede successive pubblicazioni di materiale governativo e studi più recenti sulla scienza psichedelica, la storia dell’intelligence e i movimenti sociali del periodo. Lee e Shlain avanzano inoltre ampie tesi interpretative sul rapporto tra LSD e ribellione, quindi il lettore dovrebbe distinguere gli eventi documentati dalle argomentazioni più generali sulla causalità. Infine, questa è una storia culturale, non una guida medica o legale. Le conoscenze contemporanee, le leggi e i quadri di valutazione del rischio differiscono da quelli descritti in un libro sul Novecento. La pagina RetroForge dovrebbe quindi restare saldamente storica e analitica, senza trasformare l’affascinante storia sociale delle droghe psichedeliche in consiglio o incoraggiamento.

Chi dovrebbe leggerlo?

Chiunque sia interessato alla cultura psichedelica e voglia sapere cosa accadde prima dei poster, dei festival e del feedback di chitarra dovrebbe iniziare da qui. Si abbina particolarmente bene a The Electric Kool-Aid Acid Test di Tom Wolfe, perché Wolfe offre da vicino la sensazione di un singolo mondo controculturale mentre Lee e Shlain ricostruiscono il meccanismo storico molto più ampio attraverso cui viaggiò l’LSD. Storming Heaven di Jay Stevens offre un altro confronto utile, coprendo materiale sovrapposto ma organizzandolo intorno a un’interpretazione diversa dell’esperienza culturale americana. Leggere i tre insieme mostra quanto cambi la storia quando la telecamera si sposta dalle istituzioni alla narrazione nazionale fino al reportage letterario immersivo.

Trova una copia

Per la lettura generale, preferire l’edizione Grove rivista del 1992.

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