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OrigineBronx, New York, Stati Uniti
Attività1964–1970; riunioni dal 2008
GenereGarage rock / Rock psichedelico
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Panoramica

I Blues Magoos portarono l’economia di una vera band da club newyorkese nella prima ondata commerciale della psichedelia americana. Psychedelic Lollipop inserisce il nuovo vocabolario direttamente nel titolo, ma l’identità del disco nasce dall’interazione fra organo elettrico di Ralph Scala, chitarre di Peppy Castro e Mike Esposito, basso di Ron Gilbert e batteria di Geoff Daking.

Questa formazione realizzò tre album Mercury fra il 1966 e il 1968. In essi fuzz, montaggi improvvisi e confezioni colorate crescono attorno a canzoni concise invece di sostituirle. Il risultato appartiene al garage rock e al rhythm and blues quanto alla psichedelia.

I Blues Magoos in una fotografia di KRLA Beat del 1967.
I Blues Magoos in una fotografia di KRLA Beat del 1967. Foto: KRLA Beat / Beat Publications / Wikimedia Commons · Pubblico dominio. Convertita in WebP per questa pagina.

Formazione e storia

Ralph Scala e Ron Gilbert formarono i Trenchcoats nel Bronx nel 1964 con il chitarrista e cantante Emil “Peppy” Thielhelm, il chitarrista solista Dennis LePore e il batterista Jon Finnegan. Il gruppo lavorò nei club del Greenwich Village, cambiò la grafia da Bloos Magoos a Blues Magoos e pubblicò un primo singolo Verve Folkways prima di firmare con Mercury. Alle sessioni Mercury, Mike Esposito aveva sostituito LePore e Geoff Daking aveva sostituito Finnegan.

Psychedelic Lollipop uscì nel 1966 e “(We Ain’t Got) Nothin’ Yet” raggiunse la Top 5 statunitense. Electric Comic Book seguì nel 1967 e Basic Blues Magoos nel 1968, dopodiché i cinque classici smisero di lavorare insieme. La gestione usò poi il nome per una nuova formazione ABC guidata da Castro; i suoi album di influenza latina Never Goin’ Back to Georgia e Gulf Coast Bound non vanno scambiati per una continuazione del suono del quintetto Mercury.

Scala, Castro e Daking si riunirono per alcune esibizioni nel 2008. Nel 2014 i tre, con il chitarrista Mike Ciliberto e il bassista Peter Stuart Kohman, pubblicarono Psychedelic Resurrection, combinando nuovo materiale con nuove registrazioni di vecchie canzoni.

Suono e stile

L’organo Vox di Scala offre sia un impulso simile al basso sia luminosi ganci melodici, mentre le due chitarre si dividono ritmo, fuzz e brevi figure soliste. Gilbert e Daking mantengono compatti gli arrangiamenti; voci collettive e chiamata-risposta impediscono alle trame più pesanti di diventare jam estese. In “(We Ain’t Got) Nothin’ Yet”, il ricorrente schema d’organo è il motore della canzone, non colore di sfondo.

Il secondo album rende la presentazione parte dell’ascolto: “Intermission” interrompe la sequenza, una “Gloria” di sei minuti amplia il repertorio da club e la breve “That’s All Folks” chiude come il saluto di un cartone animato. Basic Blues Magoos riduce la cornice giocosa, aumenta la quota di materiale scritto dalla band e lascia che armonia e arrangiamento portino più colore.

Album essenziali

1966

Psychedelic Lollipop

Mercury · Edizione originale del 1966

L’esordio bilancia originali della band e materiale tratto dal repertorio rhythm and blues e folk rock. “(We Ain’t Got) Nothin’ Yet” concentra l’attacco guidato dall’organo in un singolo di successo; “Tobacco Road” trasforma la canzone di John D. Loudermilk in una dinamica esecuzione da studio; “Love Seems Doomed” mostra come Scala e Gilbert sapessero scrivere nello stesso linguaggio compatto.

Brani chiave: (We Ain’t Got) Nothin’ Yet · Tobacco Road · Love Seems Doomed

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1967

Electric Comic Book

Mercury · Edizione originale del 1967

Il seguito conserva quintetto originale e produttori Bob Wyld e Art Polhemus, ma offre alla band più materiale originale. “Pipe Dream” e “There’s a Chance We Can Make It” guidano con canzoni brevi e serrate; “Gloria” supera sei minuti, mentre “Intermission” e “That’s All Folks” trasformano la cornice da fumetto in struttura.

Brani chiave: Pipe Dream · There’s a Chance We Can Make It · Albert Common Is Dead

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1968

Basic Blues Magoos

Mercury · Edizione originale del 1968

Il terzo album Mercury è il disco più autodiretto della formazione classica, che riceve credito di produzione per gran parte delle tracce. “Sybil Green” apre con armonia più densa, la versione di “I Can Hear the Grass Grow” dei Move collega due rami della psichedelia del 1967 e “President’s Council on Psychedelic Fitness” conserva il taglio satirico senza ripetere i dispositivi da cartone del disco precedente.

Brani chiave: Sybil Green (Of the In Between) · I Can Move a Mountain · President’s Council on Psychedelic Fitness

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Approfondimenti

  • Il singolo Verve Folkways del 1966 “The People Had No Faces” / “So I’m Wrong and You Are Right”, pubblicato come Bloos Magoos, conserva il gruppo prima della svolta Mercury.
  • Never Goin’ Back to Georgia (1969) introduce una formazione completamente nuova guidata da Castro e influenzata dalla musica latina; va affrontato come capitolo separato, non come quarto album del celebre quintetto.
  • Psychedelic Resurrection (2014) riunisce Scala, Castro e Daking e documenta come tre membri scelsero di rivisitare il catalogo decenni dopo.

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Perché sono ancora importanti

I Blues Magoos dimostrano che la prima psichedelia americana non era limitata alle lunghe improvvisazioni o alla West Coast. I dischi migliori usano forme brevi, cover familiari e una sezione ritmica allenata nei club, lasciando che timbro d’organo, fuzz e sequenza cambino il modo in cui quelle forme vengono ascoltate.

La cronologia espone anche la velocità del mercato attorno alla parola “psichedelico”: tre album Mercury uscirono in meno di due anni, ciascuno negoziando la distanza fra immagine promossa e crescente autorialità dei musicisti. Questo cambiamento documentato è più rivelatore che sostenere che la band abbia inventato un termine o un genere.

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Fonti e ulteriori letture

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