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Copertina di Close to the Edge: The Story of Yes — Chris Welch
Copertina tramite Open Library · ISBN 9781847721327
La sala di lettura · Libro 010

Close to the Edge: The Story of Yes

Chris Welch

Una biografia degli Yes scritta da un giornalista che vide la band diventare gli Yes

Prima pubblicazione1999
EditoreOmnibus Press
Edizione selezionataISBN 9781847721327
Omnibus PressYesJon AndersonChris Squire

Una biografia degli Yes scritta da un giornalista che vide la band diventare gli Yes

C’è un vantaggio particolare nella storia musicale scritta da qualcuno che incontrò una band mentre la sua reputazione era ancora in costruzione. Chris Welch seguì il rock britannico per Melody Maker e accompagnò gli Yes attraverso fasi importanti della loro carriera, perciò Close to the Edge: The Story of Yes attinge a una lunga vicinanza, a interviste e alla prospettiva di un giornalista che vide per la prima volta il gruppo come formazione contemporanea in attività, non come monumento già consolidato del Rock progressivo. L’edizione originale apparve nel 1999. L’edizione Omnibus aggiornata con ISBN 9781847721327 è catalogata dalla British National Bibliography come 2007, anche se alcune schede dei rivenditori datano lo stesso ISBN a febbraio 2008, e amplia il racconto fino alle reunion successive, compreso il ritorno di Rick Wakeman. Questo rende il libro prezioso come storia firmata da un giornalista esperto, pur non facendone l’ultima né l’unica parola sugli Yes.

Prima delle cappe e dei paesaggi di Roger Dean

Gli Yes nacquero nel 1968, e la prima versione del gruppo non aveva ancora sviluppato l’identità che gli ascoltatori associano a Fragile o Close to the Edge. Jon Anderson e Chris Squire erano centrali, ma i cambi di formazione trasformarono sia il suono sia l’ambizione. L’arrivo di Steve Howe ampliò il vocabolario della chitarra, Rick Wakeman portò un formidabile arsenale di tastiere e una solida formazione classica, mentre la batteria di Bill Bruford conferì alla band dei primi anni Settanta intelligenza ritmica e tensione. Con The Yes Album, Fragile e Close to the Edge, il gruppo aveva costruito uno dei linguaggi più riconoscibili del rock progressivo: composizioni di ampio respiro, intricata interazione d’insieme, armonie vocali luminose, un basso che funzionava quasi come strumento solista, tastiere dense e Howe capace di passare fra chitarra elettrica, acustica e pedal steel. La vicinanza di Welch aiuta a far percepire questa evoluzione come contingente, non come una marcia inevitabile verso la canonizzazione.

Il successo crea la propria instabilità

La storia successiva a Close to the Edge dimostra perché una biografia degli Yes non possa semplicemente passare da un capolavoro all’altro. Bill Bruford lasciò per i King Crimson, entrò Alan White e Tales from Topographic Oceans divenne uno dei grandi argomenti divisivi del prog, amato da alcuni ascoltatori e citato da altri come prova che il genere avesse perso ogni misura. Rick Wakeman se ne andò e poi tornò; Patrick Moraz comparve per Relayer; la fine degli anni Settanta portò ulteriori pressioni sul personale e sullo stile. Poi il gruppo attraversò una delle reinvenzioni più strane del rock. La formazione di Drama del 1980 comprendeva Trevor Horn e Geoff Downes, mentre pochi anni dopo una configurazione radicalmente diversa, costruita attorno a Trevor Rabin, realizzò 90125 e l’enorme successo “Owner of a Lonely Heart”. Non sono note a margine, ma il cuore della storia degli Yes: come può una band restare riconoscibilmente se stessa quando personale, scrittura e produzione cambiano in modo tanto drastico?

Il vantaggio della vicinanza di Welch

Welch intervistò i musicisti per molti anni e le descrizioni contemporanee dell’edizione aggiornata sottolineavano il valore di questa prospettiva da osservatore interno. Conosceva l’ambiente della stampa musicale britannica in cui gli Yes apparvero per la prima volta, quando composizioni lunghe, copertine sontuose e virtuosismo strumentale non erano ancora cliché del rock progressivo perché i cliché stessi erano ancora in fase di invenzione. Questo permette al libro di conservare la realtà professionale ordinaria accanto alla mitologia: concerti, discussioni sulle formazioni, reazioni della stampa, decisioni sui tour e le personalità dietro una musica sempre più monumentale. Un biografo successivo può ricostruire quelle condizioni attraverso gli archivi; Welch porta con sé anche i ricordi di un’epoca in cui la band era semplicemente il prossimo gruppo ambizioso sul calendario.

Cosa fa bene il libro

La biografia offre una spina dorsale cronologica leggibile attraverso una storia di formazioni notoriamente complessa, mentre interviste e osservazione giornalistica diretta impediscono al racconto di basarsi soltanto su ricostruzioni fatte decenni dopo. Per chi arriva dalle pagine album di RetroForge, risponde alle domande di collegamento che le storie dei singoli dischi non possono affrontare: perché Bruford se ne andò, come Wakeman modificò le possibilità musicali del gruppo, come gli Yes sopravvissero agli anni Settanta e come i musicisti associati a Close to the Edge finirono poi per collegarsi a 90125. La lunga esperienza di Welch nel seguire il genere fornisce inoltre atmosfera storica. Il libro ricorda quando il rock progressivo era cultura contemporanea anziché patrimonio, e questo conferisce al racconto dell’ascesa della band una consistenza che le storie più recenti devono recuperare retrospettivamente.

Limiti

L’edizione aggiornata 2007/08 è ormai essa stessa un documento storico. Gli Yes continuarono attraverso importanti eventi successivi, compresi altri cambi di formazione e le morti di Chris Squire e Alan White, quindi chi vuole una biografia aggiornata fino agli anni 2020 necessita di fonti supplementari. Il libro di Welch è inoltre una prospettiva all’interno di una bibliografia sugli Yes insolitamente ricca: Yesstories di Tim Morse, la biografia autorizzata di Dan Hedges, i lavori successivi di Martin Popoff e le autobiografie di Bill Bruford, Steve Howe e Rick Wakeman illuminano tutti parti differenti della storia. Alcune reazioni dei lettori trovano inoltre Welch ripetitivo in certi passaggi. Il valore risiede soprattutto nella vicinanza accumulata e in un lungo rapporto giornalistico con la band, non nel minimalismo letterario o nella pretesa di definitività.

Edizione originale o aggiornata?

Per una lettura ordinaria, la edizione Omnibus aggiornata con ISBN 9781847721327 è il bersaglio più sensato perché prosegue oltre il punto d’arresto del 1999 e incorpora sviluppi successivi, compreso il ritorno di Wakeman. La discrepanza 2007/2008 va trattata come una questione di datazione catalografica attorno alla stessa opera aggiornata, non come prova di due revisioni distinte. L’edizione del 1999 resta interessante per i collezionisti e per chi vuole confrontare l’evoluzione della biografia, ma le schede dei rivenditori dovrebbero mostrare chiaramente anno e ISBN, così che una copia più vecchia non venga presentata come equivalente all’edizione ampliata.

Chi dovrebbe leggerlo?

È un eccellente passo successivo dopo la scoperta della classica sequenza degli Yes da The Yes Album fino a Relayer, in particolare per i lettori affascinati dalle formazioni e dalla chimica di gruppo. Poche grandi band mostrano con tanta chiarezza come il cambiamento di un solo musicista possa alterare un intero sistema compositivo. Per un contesto di genere più ampio, abbina Welch a Mike Barnes o David Weigel; per una storia di band alternativa costruita attorno a cambi di personale altrettanto drammatici, la biografia dei King Crimson di Sid Smith è un compagno illuminante, con Bill Bruford come ponte umano diretto fra le due storie.

Trova una copia

Per i lettori generici, preferisci una copia Omnibus aggiornata chiaramente identificata con ISBN 9781847721327. Usa AbeBooks per mostrare, quando utile, copie precedenti o da collezione.

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