Panoramica
I Grateful Dead fecero dell'esibizione dal vivo il centro della propria identità. Le scalette cambiavano, i brani si aprivano all'improvvisazione e la stessa composizione poteva seguire un percorso molto diverso da una sera all'altra. I Deadhead che viaggiavano da un concerto all'altro contribuirono a trasformare il pubblico in una comunità duratura, anziché in una normale successione di spettatori paganti.
Il catalogo in studio comprende dischi concisi e accuratamente arrangiati, oltre a esperimenti di collage su nastro. È soltanto una parte di un archivio molto più vasto, formato dai concerti, dalle registrazioni del pubblico ufficialmente tollerate e da decenni di circolazione dei nastri.
Formazione e storia
Il lavoro di Jerry Garcia nel folk e nel bluegrass portò ai Mother McCree's Uptown Jug Champions. Nel 1965 Garcia, Bob Weir, Ron “Pigpen” McKernan e Bill Kreutzmann elettrificarono l'idea come Warlocks; poco dopo Phil Lesh entrò al basso. Quando scoprirono che un altro complesso usava già il nome Warlocks, divennero i Grateful Dead. La prima esibizione pubblica con quel nome avvenne a un Acid Test nel dicembre 1965, legando il gruppo ai Merry Pranksters di Ken Kesey e alla nascente controcultura della Bay Area.
Formazione e tastieristi cambiarono più volte, ma le tournée rimasero il motore del gruppo. Mickey Hart entrò nel 1967, uscì nel 1971 e tornò nel 1974. Tom Constanten, Keith e Donna Jean Godchaux, Brent Mydland e Vince Welnick appartennero ciascuno a una fase musicale distinta. Nel 1987 il singolo “Touch of Grey” divenne il loro unico successo nella top ten statunitense. Jerry Garcia morì nell'agosto 1995; gli altri membri decisero che il nome Grateful Dead sarebbe terminato con lui, anche se in seguito suonarono insieme in altre formazioni.
Suono e stile
I Dead si muovevano fra blues elettrico, psichedelia, folk, country e improvvisazione influenzata dal jazz. Anthem of the Sun unisce registrazioni in studio e dal vivo in un collage fitto; Workingman's Dead and American Beauty mettono in primo piano strumenti acustici, armonie vocali ravvicinate e canzoni compatte. Sul palco, le linee melodiche di chitarra di Garcia e il basso mobile di Phil Lesh evitavano ruoli fissi di solista e accompagnatore. Bill Kreutzmann fu l'unico batterista dal 1971 al 1974; con Mickey Hart, il gruppo impiegava due percussionisti le cui parti intrecciate potevano espandersi nelle successive sequenze “Drums” e “Space”.
Album essenziali
American Beauty
1970Un ritratto in studio conciso, costruito con armonie di gruppo, trame acustiche e le collaborazioni compositive Garcia–Hunter e Weir–Barlow. “Box of Rain” si apre con Phil Lesh che canta una propria composizione, “Ripple” trasforma un arrangiamento guidato dal mandolino in un inno laico e “Truckin'” offre al disco il suo liberatorio movimento elettrico.
Brani chiave: Box of Rain · Ripple · Truckin'
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1969Il primo album dal vivo del gruppo trasforma esibizioni registrate all'Avalon Ballroom e al Fillmore West in una sequenza continua. “Dark Star” passa dal tema compatto all'improvvisazione aperta dell'intero ensemble, mentre Pigpen guida “Turn On Your Love Light” come frontman R&B prima della benedizione conclusiva di “And We Bid You Goodnight”.
Brani chiave: Dark Star · Turn On Your Love Light · And We Bid You Goodnight
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1970Una svolta deliberata verso arrangiamenti essenziali, voci d'insieme e forme della musica roots americana. “Uncle John's Band” stabilisce il nuovo linguaggio armonico, “Cumberland Blues” unisce un canto di lavoro a un rapido picking country e “Dire Wolf” colloca cupi dettagli narrativi contro un ritornello invitante.
Brani chiave: Uncle John's Band · Cumberland Blues · Dire Wolf
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Perle meno note
Anthem of the Sun
1968Assemblato in studio con nastri dal vivo e in studio. Disorientante e visionario: i Dead d'avanguardia.
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1969I testi di Robert Hunter raggiungono il loro vertice più strano. Una produzione straordinaria per l'epoca.
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1972Il triplo album dal vivo che coglie il gruppo nel momento di maggiore naturalezza e sicurezza. Un documento essenziale.
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I Dead unirono scrittura, improvvisazione e partecipazione del pubblico in un'alternativa duratura alla consueta carriera basata su album e singoli di successo. La sezione per le registrazioni autorizzate ufficialmente, introdotta nel 1984 dopo anni di riprese informali da parte del pubblico, aiutò le esibizioni a circolare fuori dalla distribuzione convenzionale. Quell'archivio permette ancora di confrontare come i brani cambiarono nel tempo. Il gruppo lasciò inoltre un vasto repertorio, soprattutto grazie alla collaborazione fra Garcia e Robert Hunter, mentre la sua cultura delle tournée divenne un modello per le successive jam band.
Fonti e ulteriori letture
Biografia ufficiale dei Grateful Dead · Archivio ufficiale dei componenti · Profilo della Rock & Roll Hall of Fame · Library of Congress: il concerto di Barton Hall nel National Recording Registry
Percorsi collegati nell'archivio
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