Salta al contenuto Illustrazione editoriale originale RetroForge per The Grateful Dead.
Rock psichedelico

The Grateful Dead

Non soltanto un gruppo: uno stile di vita.

Palo Alto, California, Stati UnitiOrigine
1965–1995Attività
Rock psichedelicoGenere
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Panoramica

I Grateful Dead fecero dell'esibizione dal vivo il centro della propria identità. Le scalette cambiavano, i brani si aprivano all'improvvisazione e la stessa composizione poteva seguire un percorso molto diverso da una sera all'altra. I Deadhead che viaggiavano da un concerto all'altro contribuirono a trasformare il pubblico in una comunità duratura, anziché in una normale successione di spettatori paganti.

Il catalogo in studio comprende dischi concisi e accuratamente arrangiati, oltre a esperimenti di collage su nastro. È soltanto una parte di un archivio molto più vasto, formato dai concerti, dalle registrazioni del pubblico ufficialmente tollerate e da decenni di circolazione dei nastri.

Grateful Dead, 1970
Grateful Dead, 1970 Foto: Herb Greene / Wikimedia Commons · Pubblico dominio · Conversione WebP

Formazione e storia

Il lavoro di Jerry Garcia nel folk e nel bluegrass portò ai Mother McCree's Uptown Jug Champions. Nel 1965 Garcia, Bob Weir, Ron “Pigpen” McKernan e Bill Kreutzmann elettrificarono l'idea come Warlocks; poco dopo Phil Lesh entrò al basso. Quando scoprirono che un altro complesso usava già il nome Warlocks, divennero i Grateful Dead. La prima esibizione pubblica con quel nome avvenne a un Acid Test nel dicembre 1965, legando il gruppo ai Merry Pranksters di Ken Kesey e alla nascente controcultura della Bay Area.

Formazione e tastieristi cambiarono più volte, ma le tournée rimasero il motore del gruppo. Mickey Hart entrò nel 1967, uscì nel 1971 e tornò nel 1974. Tom Constanten, Keith e Donna Jean Godchaux, Brent Mydland e Vince Welnick appartennero ciascuno a una fase musicale distinta. Nel 1987 il singolo “Touch of Grey” divenne il loro unico successo nella top ten statunitense. Jerry Garcia morì nell'agosto 1995; gli altri membri decisero che il nome Grateful Dead sarebbe terminato con lui, anche se in seguito suonarono insieme in altre formazioni.

Suono e stile

I Dead si muovevano fra blues elettrico, psichedelia, folk, country e improvvisazione influenzata dal jazz. Anthem of the Sun unisce registrazioni in studio e dal vivo in un collage fitto; Workingman's Dead and American Beauty mettono in primo piano strumenti acustici, armonie vocali ravvicinate e canzoni compatte. Sul palco, le linee melodiche di chitarra di Garcia e il basso mobile di Phil Lesh evitavano ruoli fissi di solista e accompagnatore. Bill Kreutzmann fu l'unico batterista dal 1971 al 1974; con Mickey Hart, il gruppo impiegava due percussionisti le cui parti intrecciate potevano espandersi nelle successive sequenze “Drums” e “Space”.

Componenti Jerry Garcia (chitarra, voce), Bob Weir (chitarra, voce), Phil Lesh (basso, voce), Bill Kreutzmann (batteria), Mickey Hart (batteria e percussioni, 1967–1971 e 1974–1995), Ron “Pigpen” McKernan (voce, tastiere, armonica, percussioni; 1965–1972), Tom Constanten (tastiere, 1968–1970), Keith Godchaux (tastiere, 1971–1979), Donna Jean Godchaux (voce, 1972–1979), Brent Mydland (tastiere, voce, 1979–1990) e Vince Welnick (tastiere, voce, 1990–1995). I parolieri Robert Hunter e John Perry Barlow furono collaboratori fondamentali, pur senza esibirsi.

Album essenziali

Warner Bros. · Pubblicazione originale del 1970

Un ritratto in studio conciso, costruito con armonie di gruppo, trame acustiche e le collaborazioni compositive Garcia–Hunter e Weir–Barlow. “Box of Rain” si apre con Phil Lesh che canta una propria composizione, “Ripple” trasforma un arrangiamento guidato dal mandolino in un inno laico e “Truckin'” offre al disco il suo liberatorio movimento elettrico.

Brani chiave: Box of Rain · Ripple · Truckin'

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Live/Dead

1969

Warner Bros. Records · Pubblicazione originale del 1969

Il primo album dal vivo del gruppo trasforma esibizioni registrate all'Avalon Ballroom e al Fillmore West in una sequenza continua. “Dark Star” passa dal tema compatto all'improvvisazione aperta dell'intero ensemble, mentre Pigpen guida “Turn On Your Love Light” come frontman R&B prima della benedizione conclusiva di “And We Bid You Goodnight”.

Brani chiave: Dark Star · Turn On Your Love Light · And We Bid You Goodnight

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Warner Bros. Records · Pubblicazione originale del 1970

Una svolta deliberata verso arrangiamenti essenziali, voci d'insieme e forme della musica roots americana. “Uncle John's Band” stabilisce il nuovo linguaggio armonico, “Cumberland Blues” unisce un canto di lavoro a un rapido picking country e “Dire Wolf” colloca cupi dettagli narrativi contro un ritornello invitante.

Brani chiave: Uncle John's Band · Cumberland Blues · Dire Wolf

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Perle meno note

Assemblato in studio con nastri dal vivo e in studio. Disorientante e visionario: i Dead d'avanguardia.

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Aoxomoxoa

1969

I testi di Robert Hunter raggiungono il loro vertice più strano. Una produzione straordinaria per l'epoca.

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Europe '72

1972

Il triplo album dal vivo che coglie il gruppo nel momento di maggiore naturalezza e sicurezza. Un documento essenziale.

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Perché sono ancora importanti

I Dead unirono scrittura, improvvisazione e partecipazione del pubblico in un'alternativa duratura alla consueta carriera basata su album e singoli di successo. La sezione per le registrazioni autorizzate ufficialmente, introdotta nel 1984 dopo anni di riprese informali da parte del pubblico, aiutò le esibizioni a circolare fuori dalla distribuzione convenzionale. Quell'archivio permette ancora di confrontare come i brani cambiarono nel tempo. Il gruppo lasciò inoltre un vasto repertorio, soprattutto grazie alla collaborazione fra Garcia e Robert Hunter, mentre la sua cultura delle tournée divenne un modello per le successive jam band.

Fonti e ulteriori letture

Biografia ufficiale dei Grateful Dead · Archivio ufficiale dei componenti · Profilo della Rock & Roll Hall of Fame · Library of Congress: il concerto di Barton Hall nel National Recording Registry

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