I Museo Rosenbach emersero dalla scena progressive attorno a Sanremo e pubblicarono il loro unico album in studio dell'epoca, Zarathustra, per Ricordi nell'aprile 1973. La combinazione di Mellotron, organo Hammond, chitarra hard rock e voce abrasiva di Stefano Galifi rese sufficiente un solo LP per stabilire un'identità duratura.
Il gruppo si sciolse dopo i concerti dell'estate 1973. Progetti successivi ripresero il nome con combinazioni mutevoli di musicisti originali e nuovi, ma costituiscono capitoli separati e non una continuazione ininterrotta della formazione classica. La distinzione conta nel ricostruire come un album inizialmente poco ascoltato sia diventato riferimento centrale del progressive italiano.
Museo Rosenbach in una fotografia resa riutilizzabile dal gruppo.Foto: archivio Museo Rosenbach; riutilizzo autorizzato da Alberto Moreno / Wikimedia Commons · Pubblico dominio. Convertita in WebP per questa pagina.
Formazione e storia
Il gruppo nacque attorno al 1971 come Inaugurazione Museo Rosenbach, attingendo musicisti dai complessi locali La Quinta Strada e Il Sistema. Leonardo Lagorio e Walter Franco comparvero in una formazione iniziale; quella che registrò Zarathustra si stabilizzò attorno al cantante Stefano «Lupo» Galifi, al chitarrista Enzo Merogno, al tastierista Pit Corradi, al bassista e pianista Alberto Moreno e al batterista Giancarlo Golzi.
Il materiale dell'album era pronto entro la fine del 1972 e un contratto Ricordi portò alla pubblicazione nell'aprile 1973. Le fonti contemporanee riportano controversie sul collage di copertina di Wanda Spinello e sulle sue immagini politiche, ma quella ricezione discussa non va ridotta a una sola spiegazione della portata limitata. Dopo i concerti dell'estate 1973, il gruppo originale si separò senza registrare un secondo LP.
Moreno e Golzi ripresero il nome con nuovi collaboratori per Exit nel 2000. Una formazione diversa si riunì nel 2012 attorno a Galifi, Golzi e Moreno, con Sandro Libra, Max Borelli, Fabio Meggetto e Andy Senis; registrò nuovamente Zarathustra, realizzò Barbarica nel 2013 e pubblicò Live in Tokyo nel 2014. La morte di Golzi nel 2015 rese impossibile continuare immutata quella incarnazione.
Suono e stile
I crediti originali spiegano la densità di Zarathustra. Corradi sovrappone Mellotron, organo Hammond, Farfisa e vibrafono; Moreno aggiunge basso e pianoforte; la chitarra di Merogno offre il lato più duro; Golzi rinforza la batteria coi timpani. Questi colori sono disposti come parti interagenti, non come un velo di tastiere sopra una sezione ritmica rock convenzionale.
La suite in cinque parti della prima facciata procede per temi ricorrenti, improvvisi cambi di peso e passaggi in cui tastiere e chitarra si scambiano la guida. I tre brani della seconda stringono il metodo in forme più brevi. Il canto granuloso e declamatorio di Galifi dà urgenza fisica ai testi filosofici di Mauro La Luce, impedendo al disco di diventare cortese esibizione sinfonica.
Album essenziali
1973
Zarathustra
Ricordi · Pubblicato nell'aprile 1973 · SMRL 6113
Zarathustra dedica la prima facciata a una suite in cinque parti composta da Alberto Moreno, con testi di Mauro La Luce, e prosegue con «Degli uomini», «Della natura» e «Dell'eterno ritorno». I motivi ricorrenti permettono a Mellotron, Hammond, chitarra e ritmica di cambiare scala senza perdere direzione. Wanda Spinello disegnò la discussa copertina usando fotografie di Caesar Monti; i resoconti della prima ricezione citano spesso controversie sulle immagini, anche se ciò non spiega da solo la limitata portata contemporanea. Musicalmente resta la dichiarazione definitiva dei Museo Rosenbach.
Brani chiave: Zarathustra · Degli uomini · Della natura
Exit appartiene a una formazione di rinascita costruita dagli originali Alberto Moreno e Giancarlo Golzi con nuovi collaboratori, non a un seguito perduto del 1974. Le dieci tracce compatte, la produzione di fine millennio e le voci diverse stabiliscono un'identità separata, legata ai Museo Rosenbach attraverso personale e intento sinfonico. Ascoltato dopo il debutto, testimonia soprattutto come il nome sia stato riaperto in un mondo musicale cambiato, non un tentativo di cancellare i decenni intermedi.
2013
Barbarica
Immaginifica · Pubblicazione originale 2013
Barbarica fu realizzato dalla formazione del 2012: Galifi, Golzi e Moreno con Sandro Libra, Max Borelli, Fabio Meggetto e Andy Senis. Dopo aver rivisitato in studio la suite classica, il gruppo passò a nuovo materiale e lo presentò a livello internazionale, anche in Giappone. Il ritorno di Galifi offre un legame vocale riconoscibile, mentre la formazione ampliata di chitarre e tastiere evita di fingere che il suono del 1973 possa essere semplicemente riprodotto quarant'anni dopo.
Zarathustra corregge l'idea che il rock progressivo italiano si limitasse ad addolcire i modelli sinfonici britannici. Le tastiere sono orchestrali, ma basso, timpani, chitarra e scrittura vocale italiana energica danno alla musica una grammatica fisica propria.
Il gruppo illustra inoltre come un canone possa cambiare dopo l'uscita. Ristampe, collezionisti internazionali e nuove esibizioni portarono un album inizialmente poco ascoltato a un pubblico molto più ampio, mentre i progetti di rinascita mostrarono che l'importanza storica non richiede l'invenzione di una carriera ininterrotta. Un concentrato disco del 1973 basta ancora a spiegare il posto del gruppo nel genere.
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