Panoramica
I Pearls Before Swine nacquero nel 1965 a Eau Gallie, Florida, col cantante-chitarrista Tom Rapp, Wayne Harley, Lane Lederer e Roger Crissinger. Il nome viene da Matteo 7:6, ma il gruppo non era veicolo di predica: le canzoni di Rapp uniscono argomento contro la guerra, umorismo surreale, mortalità, tenerezza e riferimenti letterari senza fissarsi in una dottrina. Il quartetto originale era soprattutto un gruppo da studio, non la formazione itinerante suggerita dalle versioni successive del nome.
I due album ESP-Disk stabiliscono il linguaggio centrale, ma poi la storia cambia. One Nation Underground conserva un suono collettivo riconoscibile; Balaklava circonda i componenti rimasti con turnisti newyorkesi; nel periodo Reprise, Pearls Before Swine diventa la cornice mutevole di registrazione e tournée per la scrittura di Rapp. Separare le fasi chiarisce il catalogo invece di ridurre ogni disco a un gruppo fisso immaginario.
Formazione e storia
Rapp formò il gruppo con amici di scuola a Eau Gallie, oggi parte di Melbourne, dopo il trasferimento della famiglia in Florida. Ispirati dall'uscita ESP-Disk dei Fugs, inviarono un demo all'etichetta newyorkese e andarono a nord per registrare One Nation Underground all'Impact Sound col tecnico e produttore Richard Alderson. L'album mono originale uscì nel 1967. Balaklava seguì alla fine del 1968 con Harley e Lederer ancora presenti, Jim Bohannon al posto di Crissinger e turnisti ad ampliare gli strumenti.
Per These Things Too, il passaggio a Reprise coincise con lo scioglimento del gruppo originale. Rapp, Harley, Elisabeth Rapp e il chitarrista-arrangiatore Jim Fairs lavorarono con musicisti fra cui Bill Salter, Grady Tate e Richard Greene. Il The Use of Ashes registrato a Nashville coinvolse membri degli Area Code 615 e precedette la prima tournée. I dischi successivi sfumarono sempre più il confine fra nome del gruppo e credito Tom Rapp. Lasciò la musica dopo metà anni Settanta, divenne avvocato per i diritti civili e tornò a Terrastock nel 1997 prima di pubblicare A Journal of the Plague Year nel 1999.
Suono e stile
Il tenore leggero e un poco instabile di Rapp è la costante, ma i dischi cambiano con gli arrangiamenti. In One Nation Underground, chitarra acustica, banjo, basso e organo condividono spazio con autoharp, celesta, sarangi, oscillatore ed effetti su nastro. «Another Time» è scarna e melodica; «(Oh Dear) Miss Morse» trasforma il codice Morse in satira asciutta; «The Surrealist Waltz» usa pulsazione alterata e collage invece del climax psichedelico convenzionale.
Balaklava scurisce il suono. La produzione di Alderson pone registrazioni sul campo e frammenti parlati accanto a flauto dolce, clavicembalo, archi, campane, tono elettronico e ritmica controllata. «Translucent Carriages» tiene la voce vicina mentre parole e percussioni distanti destabilizzano lo spazio; «Ring Thing» mette testo derivato da Tolkien su una melodia popolare presa in prestito e una coda surreale. In These Things Too, batteria più piena, violino elettrico, celesta e colore d'ensemble segnano il passaggio a Reprise senza cancellare miniature brusche e frammenti letterari.
Album essenziali
Il debutto è il documento più limpido del quartetto originale della Florida, ampliato a New York dal tecnico-produttore Richard Alderson e da altri musicisti. «Another Time» e «Morning Song» stabiliscono la franchezza melodica di Rapp; «(Oh Dear) Miss Morse» nasconde un'oscenità nel codice Morse; «The Surrealist Waltz» chiude con un collage instabile in tre. L'edizione mono restaurata sotto la supervisione di Alderson e con la collaborazione di Rapp è la via più affidabile al mix previsto.
Brani chiave: Another Time · Morning Song · The Surrealist Waltz
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1968Balaklava incornicia canzoni su guerra, complicità e fragilità umana con registrazioni storiche, materiale parlato e colore di studio attentamente collocato. «Trumpeter Landfrey» e il frammento di Florence Nightingale rendono fisicamente udibile il passato; «Translucent Carriages» porta nel presente l'epoca del Vietnam; «Ring Thing» finisce in melodia presa in prestito e parole surreali. Bosch compare nella confezione, mentre The Triumph of Death di Pieter Bruegel il Vecchio fornisce la copertina.
Brani chiave: Trumpeter Landfrey... · Guardian Angels · Ring Thing
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1969Il primo Reprise cattura Pearls Before Swine mentre diventa la cornice flessibile di Rapp. Jim Fairs condivise produzione e arrangiamenti; Elisabeth Rapp cantò; Grady Tate, Bill Salter e Richard Greene aggiunsero batteria, basso e violino elettrico. «Footnote» adatta W. H. Auden, «I Shall Be Released» interpreta Dylan e le due versioni di «Frog in the Window» conservano l'umorismo strano. Title track e «If You Don't Want To (I Don't Mind)» mostrano l'ambiente più caldo al servizio della scrittura senza levigarla.
Brani chiave: Footnote · These Things Too · If You Don't Want To (I Don't Mind)
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Approfondimenti
The Use of Ashes
1970Registrato a Nashville con musicisti associati agli Area Code 615, fra cui Charlie McCoy e Kenny Buttrey, è l'ambiente chamber-country più concentrato del periodo Reprise. «The Jeweller» e «Rocket Man» pongono mortalità e fantascienza di Rapp dentro archi, pedal steel e fiati.
Apri la guida all'album → Vedi su Amazon →Accreditato a Tom Rapp / Pearls Before Swine, l'ultimo album Reprise di nuovo materiale rende esplicita l'identità mutevole. Elisabeth Rapp resta centrale alle voci, mentre una formazione itinerante dà a «Snow Queen» e «Island Lady» una cornice più diretta.
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I Pearls Before Swine mostrano che il folk psichedelico americano non richiedeva una scena metropolitana o un gruppo itinerante fisso. Il gruppo della Florida raggiunse New York con un demo spedito per posta, e lo studio di Alderson divenne il luogo in cui canzoni scarne, strumenti acustici insoliti, tono elettronico e suono documentario potevano convivere senza diventare effetti di novità.
Il catalogo successivo complica anche la solita storia del gruppo. Quando i membri originali partirono, il nome divenne confine poroso attorno alla scrittura di Rapp, alle voci di Elisabeth e a gruppi mutevoli di arrangiatori e turnisti. I restauri Drag City approvati dall'autore dei due album ESP e il ritorno di Rapp nel 1997 resero più facile ascoltare la storia correttamente: non un gruppo immutato, ma una sequenza di situazioni di registrazione tenute insieme dalle canzoni.
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