Vai al contenuto
Copertina di Turn! Turn! Turn!: The '60s Folk-Rock Revolution — Richie Unterberger
Copertina tramite Open Library · ISBN 9780879307035
La sala di lettura · Libro 037

Turn! Turn! Turn!: The '60s Folk-Rock Revolution

Richie Unterberger

Come i musicisti folk attaccarono la spina e finirono per ridisegnare la musica popolare

Prima pubblicazione2002
EditoreBackbeat Books
Edizione selezionataISBN 9780879307035
2015Bob DylanThe ByrdsThe Beatles

Come i musicisti folk attaccarono la spina e finirono per ridisegnare la musica popolare

Turn! Turn! Turn!: The '60s Folk-Rock Revolution di Richie Unterberger si concentra su una delle trasformazioni più compresse della musica popolare moderna. Nell’arco di pochissimi anni, il folk revival urbano americano, la scrittura sempre più elettrica di Bob Dylan, la British Invasion e il luccichio della dodici corde dei Byrds si combinarono in uno stile che iniziò immediatamente a cambiare di nuovo. Pubblicato nel 2002, il libro copre grosso modo il periodo dal 1964 alla metà del 1966, tornando indietro quando serve per fornire il contesto del folk revival. Quella finestra ristretta è ingannevole. Il folk acustico portava serietà letteraria, impegno sui temi del presente e idee profondamente radicate sull’autenticità; il rock portava strumenti elettrici, radio, ballo e lo shock dei Beatles. Il folk-rock nacque dallo scontro, non da un singolo inventore, e l’ampio cast di Unterberger rende quel processo collettivo il cuore della storia.

Prima del folk-rock, il folk revival aveva già le sue regole

Il folk revival urbano aveva costruito pubblico, club, etichette discografiche e aspettative culturali ben prima che il folk-rock elettrico diventasse una categoria commerciale. Musicisti e ascoltatori avevano spesso idee molto forti sul repertorio tradizionale, sull’impegno politico e su ciò che potesse essere considerato una performance autentica. Queste convinzioni potevano essere creative, ma potevano anche alimentare diffidenza verso il pop commerciale e la strumentazione elettrica. L’arrivo dei Beatles e della più ampia British Invasion complicò quel mondo perché il rock sembrò improvvisamente capace di sviluppo artistico su una scala impossibile da ignorare. Giovani musicisti interessati ai testi e alle tradizioni folk iniziavano a sentire nuove possibilità nella strumentazione di gruppo, nella registrazione e nella scrittura. La cronologia di Unterberger rende chiaro che il folk-rock non fu quindi semplicemente folk che si arrendeva al pop. Fu una negoziazione fra due culture, entrambe già in trasformazione prima ancora di scontrarsi.

Dylan conta enormemente, ma non agisce da solo

Bob Dylan è centrale perché la sua scrittura ampliò le ambizioni della canzone popolare, mentre il passaggio alla performance elettrica divenne uno dei cambiamenti più simbolici dell’epoca. Newport nel 1965 occupa il posto più ovvio in quella mitologia, ma l’approccio più ampio di Unterberger impedisce di ridurre l’intero genere a un celebre momento in cui si inserisce una spina. L’influenza di Dylan viaggiava attraverso dischi, cover e ambizioni di altri autori molto prima e molto dopo quella performance. Nel frattempo, i Beatles avevano dimostrato che un gruppo elettrico autosufficiente poteva scrivere materiale originale sempre più sofisticato e mantenere comunque un pubblico di massa. La rivoluzione folk-rock si sviluppa quindi attraverso un circuito di feedback anziché in una sola direzione. Dylan influenza i Beatles, i Beatles influenzano i musicisti americani, i Byrds trasformano le canzoni di Dylan attraverso arrangiamenti elettrici e i nuovi risultati tornano a influenzare tutti gli altri.

I Byrds rendono la sintesi udibile al mercato di massa

I Byrds offrono forse il suono folk-rock iniziale più chiaro: armonie ravvicinate, ritmo elettrico, scrittura letteraria e la caratteristica chitarra Rickenbacker a dodici corde. La loro registrazione di "Mr. Tambourine Man" rese commercialmente evidente la sintesi, ma Unterberger evita accuratamente di trattare il successo come invenzione spontanea. Il gruppo emerse dentro una scena di Los Angeles in cui musicisti folk, ambizione pop, professionisti degli studi e l’onda d’urto della British Invasion stavano già interagendo. Il punto non è che i Byrds abbiano inventato da soli il folk-rock, ma che abbiano dato al nuovo linguaggio una forma particolarmente convincente. Una volta arrivata in classifica, quella forma permise ad altri musicisti e case discografiche di sentire possibilità che prima esistevano solo in frammenti.

Dalla prima formula partono molte strade

The Mamas & the Papas trasformarono l’esperienza vocale derivata dal folk in sofisticato pop californiano, mentre Simon & Garfunkel mostrarono come scrittura acustica e trattamento in studio potessero convivere su enorme scala commerciale. Donovan passò dal ruolo di troubadour folk verso il pop elettrico e psichedelico, e gruppi come Lovin' Spoonful svilupparono un’altra via attraverso radici americane, artigianato pop e strumentazione elettrica. L’ampio cast di Unterberger è importante perché impedisce al folk-rock di diventare stilisticamente monocromatico. Coscienza sociale e puro piacere radiofonico possono appartenere allo stesso movimento storico. Alcuni artisti mantengono connessioni visibili con la protest song o la scena folk; altri usano la nuova libertà soprattutto per ampliare arrangiamento e scrittura. Il genere conta non perché tutti condividano la stessa estetica, ma perché la collisione amplia ciò che una canzone popolare può contenere.

Los Angeles diventa la rampa di lancio per la fase successiva

Il successo dei Byrds contribuì a fare di Los Angeles una delle città chiave del folk-rock, e la comparsa di Buffalo Springfield e Love vicino al limite cronologico del libro indica gli sviluppi più psichedelici, country e centrati sugli autori trattati in Eight Miles High. Questa transizione è particolarmente importante dentro la Reading Room perché il gruppo di storie successivo si sposta verso Laurel Canyon e l’industria musicale della California meridionale. Prima che Joni Mitchell, CSN&Y, Jackson Browne e gli Eagles diventino figure simboliche dell’era del canyon, folk e rock devono prima imparare a convivere dentro la stessa canzone. Turn! Turn! Turn! fornisce quella preistoria musicale, mostrando come la rete di Los Angeles fosse diventata capace di generare più scene successive a partire da un ambiente straordinariamente fertile della metà degli anni Sessanta.

Più di cento voci impediscono al genere di diventare troppo ordinato

Il materiale editoriale segnala che Unterberger ha basato il libro su interviste dirette con figure tra cui Roger McGuinn, Judy Collins, Donovan, John Sebastian, Arlo Guthrie e Janis Ian, oltre a molti altri. La descrizione dell’ebook aggiornato nel 2015 afferma che la ricerca coinvolse più di cento intervistati. Questa scala conta perché le storie di genere diventano ingannevolmente pulite quando vengono ricostruite soltanto attraverso i successi canonici. I partecipanti ricordano scene locali, gruppi falliti, esperimenti di transizione e discussioni che non entrano mai in una timeline semplice. Questi ricordi aggiungono trama attorno alle tappe celebri e aiutano a preservare la sensazione che nel 1965 nessuno possedesse un diagramma finito di dove il folk-rock sarebbe andato. La storia orale non elimina la necessità di confrontare le fonti, ma permette di ascoltare la trasformazione culturale attraverso più voci di quelle appartenenti ai pochi artisti i cui dischi avrebbero poi dominato il canone.

La revisione digitale del 2015 prolunga la vita del progetto

Unterberger aggiornò entrambi i suoi volumi sul folk-rock per l’uscita in ebook nel 2015 e creò anche Jingle Jangle Morning: Folk-Rock in the 1960s, che riunisce i due libri aggiungendo nuovo materiale. Questo crea una vera distinzione fra edizioni, non una banale scelta di formato. Il paperback Backbeat originale del 2002 resta una piacevole copia fisica da lettura e continua a circolare attraverso canali editoriali e dell’usato, mentre la successiva edizione digitale contiene revisioni e l’ebook combinato offre l’intero decennio in un solo volume. RetroForge dovrebbe rendere utile questa distinzione. Chi desidera il volume cartaceo originale deve poterlo identificare con chiarezza; chi cerca la narrazione revisionata più completa non dovrebbe essere indirizzato automaticamente verso un paperback più vecchio soltanto perché è fisicamente disponibile.

Cosa fa particolarmente bene

La velocità è il più grande risultato del libro. Fra il 1964 e il 1966, la musica popolare cambia così rapidamente che una storia di due anni contiene quella che sembra un’intera rivoluzione di genere. Unterberger resiste anche alla tentazione di attribuire l’invenzione a un solo artista, facendo della contaminazione reciproca fra Dylan, Beatles, Byrds, club folk, musicisti californiani e case discografiche il vero soggetto. La base di storia orale aggiunge un altro punto di forza conservando dettagli su partecipanti e scene meno noti. Per RetroForge, il libro è particolarmente utile perché spiega diversi generi successivi prima ancora che i loro nomi esistano pienamente. Il folk-rock diventa il cardine che collega il folk revival urbano alla psichedelia, ai singer-songwriter, al country-rock e alla successiva scena californiana.

Limiti

Il libro si ferma proprio quando la psichedelia diventa dominante, scelta coerente con la struttura in due volumi ma che significa che chi acquista soltanto questa prima metà riceve un decennio intenzionalmente incompleto. Il suo focus americano lascia inoltre il folk-rock britannico fuori dal centro della narrazione e richiede altri libri per una trattazione adeguatamente profonda. L’ampio cast può essere impegnativo per chi preferisce un singolo protagonista, e una storia basata sulle interviste contiene inevitabilmente differenze di memoria che non possono sempre essere risolte in modo netto. Sono perlopiù conseguenze del perimetro scelto. Turn! Turn! Turn! funziona perché racconta un movimento anziché una sola band, ma le storie di movimenti chiedono al lettore di tenere contemporaneamente sotto controllo diverse scene.

Chi dovrebbe leggerlo?

Chiunque sia curioso di capire come la metà degli anni Sessanta abbia trasformato la scrittura delle canzoni troverà qui un ottimo punto d’ingresso. I fan di Byrds e Dylan sono il pubblico più ovvio, ma gli ascoltatori dei Beatles possono trovare particolarmente rivelatore il circuito transatlantico di influenze, perché il libro mostra le idee viaggiare in entrambe le direzioni. È anche il prequel ideale di Eight Miles High e una base preziosa per i titoli su Laurel Canyon che seguono. Una volta compreso come folk e pop elettrico si siano fusi per la prima volta, la successiva esplosione in psichedelia, country-rock e cultura dei singer-songwriter diventa molto più facile da seguire.

Trova una copia

Il paperback Backbeat originale del 2002 rimane una valida edizione fisica. L’ebook aggiornato del 2015 contiene revisioni, mentre il volume combinato Jingle Jangle Morning presenta digitalmente entrambi i libri con materiale aggiuntivo.

Continua a esplorare

Prosegui nel grafo della conoscenza RetroForge

Percorsi curati verso persone, dischi, eventi e idee che ampliano il contesto musicale.